Direttore: Aldo Varano    

QUALITÀ DELLA VITA. Caro Sole24 ma le tue tabelline non servono a nulla

QUALITÀ DELLA VITA. Caro Sole24 ma le tue tabelline non servono a nulla

classifiche   di ALDO VARANO

- UNO. Le pagelle sulla qualità della vita che annualmente Sole24 pubblica ormai più che stucchevoli sono diventate depistanti. Il Sole è un grande giornale dal quale è legittimo pretendere di più. Dico depistante nel senso che da quelle classifiche non viene ormai alcuna indicazione su cosa e come fare per migliorare la vita nelle città italiane con il rischio, invece, di spingere verso furiosi scontri mediatici, accuse e contraccuse nel quale i sindaci e i loro avversari politici consumano energie importanti che sarebbe meglio utilizzare per le loro città.

C’è bisogno del Sole 24 e delle sue tabelline per capire che il Sud da alcuni decenni non cresce e si trova sempre ultimo, penultimo o comunque lì attorno specie sulla base di parametri che semplificano fino a banalizzarle le articolazioni e le diversità strutturali del Belpaese?

  

Che cavolo di significato può avere un meccanismo così strampalato per cui mentre si migliora si resta ultimi e mentre si peggiora si viene premiati e si può tirare un sospiro di sollievo?

Altra cosa sarebbe uno studio che paragona la qualità della vita nelle città rispetto a un tempo precedente utilizzando gli stessi parametri. In questo caso diventerebbe un po’ più comprensibile il che fare.

DUE. Lo so anch’io che le pagelle del Sole hanno tantissime singole voci da cui possono trarsi indicazioni utili. Ma di tutte quelle voci non gliene frega niente a nessuno e nessuno va a controllarle: conta solo il numeretto che stabilisce cosa sei arrivato in classifica.

Sia chiaro, il depistaggio è un depistaggio che piace ai giornali e ai giornalisti. Aiuta a “sparare” di titoli ad effetto e in pochi minuti consente un bell’articolo che la gente va subito a leggersi (anche zoomsud ha fatto così). In più i sindaci o le opposizioni, secondo la classifica, possono innescare accuse e vanterie la cui fondatezza, senza rapporto alcuno con la realtà, viene stabilita solo e soltanto dalla potenza mediatica e dal controllo che esercitano sui giornali locali. Una pacchia.

Chi volete che metta in dubbio che la “complessiva” qualità della vita è migliore nel Centronord anziché nel Sud? E che paragone è quello tra Bolzano, Milano e Reggio e Vibo? Dov’è la novità a sostenere che in Italia c’è una quesitone meridionale e che tra le diverse parti del paese ci sono divari irrisolti, spesso divari insopportabili? Qualcuno pensa che la questione meridionale non c’entri nulla con la qualità della vita a cominciare dalle aspettative sulla sua lunghezza? Quante volte sulla base di questi giochetti ci siamo trovati coi sindaci più amati d’Italia poi rivelatisi clamorosi flop?

TRE. In questo quadro il riflesso condizionato del ceto politico meridionale è disarmante. C’è chi promette che si migliorerà, chi giura che Sole 24 ore conferma quel che lui aveva già detto, chi insinua che la Lega Nord ha visto giusto e chi si sbraccia a far passare l’idea che tutti quelli che non fanno parte del proprio partito sono responsabili in solido del disastro.

Possibile che la paura per i giornali sia tanto alta da impedire alla politica meridionale di tentare, almeno tentare, la conquista del terreno corretto su cui giocare la partita per contener, bloccare e invertire il degrado di dimensione storica che investe il Mezzogiorno, regioni come la Calabria, città come quelle calabresi o la vicina Messina (terzultima)?