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MESSINA. A proposito dei finanziamenti per il dissesto idrogeologico

MESSINA. A proposito dei finanziamenti per il dissesto idrogeologico

costa-di-Messina   di GIOVANNI RANDAZZO*

- (rep) Apprendiamo dalla stampa del finanziamento di alcuni interventi finalizzati alla mitigazione del dissesto idrogeologico, si tratta di circa undici milioni e mezzo per degli interventi a protezione dell’erosione costiera e di circa tre milioni per la difesa da colate, frane e alluvioni.

Risulta evidente che non si può non essere felici per finanziamenti che raggiungono il nostro comune, nell’auspicio che possano servire a rivitalizzare l’asfittico comparto dei lavori pubblici in senso lato.

Però appare evidente che questi soldi, privi di una preventiva pianificazione, possono avere solo un valore sociale, tanto che andrebbero ascritti al capitolo del welfare piuttosto che a quello della tutela dell’ambiente.

I finanziamenti interessano tre singole zone, parliamo, innanzitutto, di quelli destinati all’erosione costiera: il tratto S. Margherita-Galati Marina, quello di Casablanca e Tono e Mezzana-Tono.

Per quanto concerne la prima zona (S. Margherita-Galati Marina), prima di proteggere un tratto costiero e decidere come, bisognerebbe comprendere cosa si vuole fare del waterfront cittadino, della zona falcata, della fascia costiera dello ZIR e come si vuole ricostruire il sistema urbanistico nell’intorno di Tremestieri, perché è evidente che nelle more della realizzazione del porto, tutta l’area a Sud e a Nord dovrà essere completamente ridisegnata, possibilmente arretrando il sistema costruito.

E’ altrettanto evidente, poi, che l’area di Tono subisce le negative conseguenze delle opere realizzate a S. Saba e nelle altre frazioni Tirreniche del messinese: piuttosto che intervenire costruendo altre opere inutili che provocheranno erosione costiera in aree immediatamente "sotto flutto", sarebbe più utile intervenire eliminando le cause che hanno innescato i processi di erosione.

Infine per Casa Bianca, basterebbe osservare la zona su Google Earth per darsi da soli una risposta: è un tratto di costa che si distingue da tutti gli altri nei paraggi di Capo Rasocolmo – Mortelle, in quanto intensamente lottizzato fino a mare.

Di fatto, in una logica di lottizzazione completamente sbagliata, si è permesso di costruire fin sulla duna e il mare se ne è lamentato, reagendo in modo molto selettivo, aggredendo solo l’area direttamente in questione e le immediate vicinanze: si nota infatti che le zone, più distali, urbanizzate ad una distanza di sicurezza, mostrano profondità di arenili ancora apprezzabili. E’ chiaro che intervenendo a protezione di quelle poche case che andrebbero invece ricollocate con una spesa certamente inferiore a quella stanziata per la loro protezione, tutto il litorale andrà in erosione e anche quelle aree attualmente sicure verranno messe a rischio.

Tutto questo potrebbe essere ancora evitato, inquadrando gli interventi in una logica di pianificazione a seguito di monitoraggio continuo dell’area costiera come l’Amministrazione Comunale precedente ha fatto con l’Università di Messina e che l'Amministrazione attuale non ha tenuto nella giusta considerazione.

Stesso discorso vale per la difesa della città dalle alluvioni, dalle colate e dalle frane, capitolo per il quale lo stanziamento previsto di 3 milioni appare irrisorio."

*Associato di Geologia dell'Università di Messina, esperto di erosione costiera, Vice-presidente della European Union for Coastal Conservation (EUCC) con sede a Leiden in Olanda (intervento diffuso da CapitaleMessina)