Direttore: Aldo Varano    

LOCRIDE. Il Pm: inquinamento ambientale dalle colline al mare a Bovalino, Casignana e Benestare. 10 indagati (i nomi)

LOCRIDE. Il Pm: inquinamento ambientale dalle colline al mare a Bovalino, Casignana e Benestare. 10 indagati (i nomi)

  inquinamento  di ANNALISA COSTANZO

- «Può conclusivamente affermarsi che nei Comuni di Bovalino, Benestare e Casignana esistono, con certezza, sulla terraferma, siti inquinati a cagione del cattivo o nullo funzionamento degli impianti di sollevamento retro individuati; può parimenti affermarsi che l’effetto inquinante si propaga, normalmente, allo specchio d’acqua antistante il territorio dei detti Comuni (fatta eccezione, naturalmente per Benestare, stante la posizione in quota del relativo territorio)».

Questo è alla base dell'indagine condotta dalla Guardia Costiera e coordinata dalla procura della Repubblica di Locri. Al centro della questione vi è il depuratore, realizzato nel 2003, che avrebbe dovuto raccogliere i liquami dei paesi di Bovalino, Benestare, Palazzi di Casignana e trasferirli, con tubazioni adeguate nonché pompe di sollevamento, gruppi elettrogeni e impianti elettrici, al depuratore di Bianco. Nulla però è come sarebbe dovuto essere.

Le irregolarità sono diffuse. Il Pm Ezio Arcadi, titolare del fascicolo, raccogliendo le puntuali segnalazioni degli uomini della delegazione di spiaggia di Bovalino del comandante Antonino Valenti e dei colleghi della delegazione di spiaggia di Bianco, ha ha iscritto nel registro degli indagati 10 persone (e non dodici come inizialmente detto): i tre funzionari prefettizi del Comune di Bovalino (l’amministrazione venne sciolta nell'aprile 2015 per condizionamento mafioso), i sindaci di Benestare e Casignana e i relativi tecnici comunali. Questo l'elenco degli indagati: Alberico Gentile, Emiliano Consolo e Rosa Correale (Commissari di Bovalino). Vito Antonio Crinò e Rosario Rocca, rispettivamente sindaco di Casignana e Benestare. Giuseppa Varbaro, Antonio Pelle e Rocco Criserà (tecnici comunali di Bovalino). Domenico Armeni (tecnico di Benestare). Giulio Di Gori (tecnico comunale di Casignana)

Non sono per nulla coinvolti, invece, il comune di Bianco e l'attuale amministrazione, come erroneamente era stato detto inizialmente.

Le prove di laboratorio eseguite dall'Arpacal, gli esiti del sopralluogo a firma del consulente tecnico della Procura, le osservazioni e le puntuali segnalazioni della Guardia Costiera (che ha contestato nel tempo verbali di violazioni amministrative agli organi comunali e alle imprese di manutenzione), hanno quindi portato la procura a contestare per gli indagati il reato di inquinamento ambientale.

La situazione è preoccupante. Nel territorio comunale di Bovalino, ad esempio, esistono otto impianti di sollevamento: ma nessuno è perfettamente funzionante. Durante il sopralluogo dello scorso agosto gli investigatori presero atto dell'impossibilità di ispezionare l’impianto di sollevamento denominato S.Nicola «in quanto insistente in una area con folta vegetazione e malgrado le diffide effettuate anche dalla Guardia Costiera. Si percepisce – si legge- comunque un cattivo odore sintomo di sversamento copioso di liquame nel greto del torrente. In alcuni casi poi si è riscontrato che da parecchio tempo non venivano aperti i relativi chiusini, essendoci ragnatele e che le stesse camere di raccolta erano piene di detriti sabbiosi». Molte delle elettropompe degli impianti di sollevamento, quando, presenti sono risultati funzionanti a singhiozzo e ancor preoccupante in alcune circostanze al momento del sopralluogo «si riscontravano sversamenti di liquami sull’arenile antistante provenienti dallo scarico di troppo pieno della stazione di sollevamento in esame».

Ed ancora, il 14 gennaio 2016, durante il sopralluogo presso la stazione di sollevamento S3 (accanto alla 106, vicino al ponte del Torrente Careri, argine lato Bovalino), gli investigatori rilevano «copiosi sversamenti. In tale punto si accertava infatti che il tubo in Pead Dn400 (facente parte del progetto “Rifacimento Collettore Torrente Careri – Villa Romana”), tratto terminale dell’attraversamento trasversale (passaggio tubazione da lato mare a lato monte), è in parte interrato nell’alveo della fiumara, ma verosimilmente non risulta innestato con la mandata della stazione di sollevamento S3».

La preoccupazione aumenta nel sopralluogo della stazione di sollevamento denominata Bivio Bovalino Superiore (proprio a ridosso della galleria della 106). «Risulta – scrivono gli investigatori- ancora non funzionante e pertanto, così come inizialmente riscontrato durante gli accertamenti esperiti in data 12/08/2015 (assenti due elettropompe su tre), lo sversamento dei liquami, attraverso le relative botole di servizio, continua a convogliare in un fosso limitrofo fino a confluire verosimilmente lungo la fiumara Malachia, canale che sfocia direttamente sul versante sud del litorale di Bovalino (lungomare sponda lato Bianco)».

Discorso diverso per gli impianti di sollevamento di Benestare. Qui, durante il sopralluogo del 21 settembre 2015, la guardia costiera e il consulente tecnico della Procura accertano come «nessuno degli impianti di sollevamento era in funzione; lo stato dei luoghi indicava con chiarezza che detti impianti non sono in funzione da diverso tempo e che i reflui venivano scaricati direttamente nelle aste fluviali o nei fossi in prossimità degli impianti». A Benestare pare che lo sversamento funzioni come «100 anni fa», avrebbe riferito un cittadino benestarese agli investigatori. «Al Comune non si è reperita -scrivono- alcuna documentazione comprovante richieste di messa in pristino degli impianti dal 2012 in poi».

Nella frazione Palazzi di Casignana la situazione non migliora. «Nel corso delle indagini esperite, al fine di individuare il possibile percorso dei reflui, è stata verificata la presenza di una vecchia stazione di sollevamento, oggi dismessa, originariamente equipaggiata con due elettropompe sommergibili. Detto impianto di sollevamento, secondo quanto dichiarato anche da alcune persone incontrate in loco, in passato serviva per il convogliamento dei reflui al vecchio impianto di depurazione del Comune di Casignana». Vasca di accumulo che da un'attenta ispezione si presentava «colma di liquami verosimilmente provenienti dalla frazione Palazzi, reflui che, attraverso lo carico di troppo pieno ivi esistente, attraversano l’area di pertinenza per poi confluire direttamente sul versante sud del confinante argine della fiumara Bonamico (sponda lato Bianco)». Quei liquami dalla frazione Palazzi del Comune di Casignana avrebbero però dovuto essere totalmente collettati alla stazione di pompaggio.