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REGGIO. Al Cilea “Terremoto 37 secondi” di Mimmo Gangemi ed è tutto esaurito

REGGIO. Al Cilea “Terremoto 37 secondi” di Mimmo Gangemi ed è tutto esaurito
terremoto    Una volta ancora si è registrato il tutto esaurito al teatro Francesco Cilea, in questa occasione, per un evento promosso da Banca Generali che, non nuova a iniziative di questo tipo, ha unito la cultura alla solidarietà, offrendo il reading Terremoto, 37 secondi e presentando il progetto di sostegno e sviluppo Calabria for Harambee.

Il reading con il supporto di musica e audiovisivi costituisce un modo agile e d’effetto per proporre differenti suggestioni concentrando però l’attenzione dello spettatore sui singoli aspetti, senza disperdersi nei diversi dettagli di uno spettacolo. Il bel documentario iniziale, mostra angoli scomparsi da tempo, di una Reggio ancora “bella e gentile”: il passeggio delle signorine dabbene sotto gli alberi in via Reggio Campi, e la via Marina a ridosso della lunga spiaggia, e, tra il mare e la collina: il corso Garibaldi con i bar alla moda, i negozi di pregio, le piazze e le chiese. La voce di Claudio Capone sottolinea le immagini con un testo d’altri tempi, dove fioriscono aggettivi altisonanti nel dipanarsi quasi marziale del discorso, con un effetto di grande suggestione. Poi, la musica del violino di Pasquale Faucitano e il contrabbasso di Salvatore Schipilliti, costituiscono il perfetto preludio al reading di Maurizio Marchetti e Maria Serrao, concluso con lente e sibilanti note, a simulare un russare lontano.

E proprio col risveglio di una donna, accanto al marito profondamente addormentato, che ha inizio il monologo scritto da Mimmo Gangemi, e apparso su Calabria d’Autore -raccolta di racconti di autori calabresi edita da Morellini. Il testo, interessante nella forma del racconto, narra il prototipo di una donna reggina presa e compresa nel suo ruolo di moglie devota e madre affettuosa nel momento più alto della tragedia che sconvolse Reggio nel dicembre del 1908.

È un monologo intimo, che esamina pochi minuti nella vita della donna tra il decidersi finalmente ad alzarsi, nonostante sia ancora troppo presto e faccia ancora troppo freddo (è la mattina del 28 dicembre) e qualche minuto dopo il terremoto, che la vede da sola davanti al soffitto fatto ormai di stelle. Maria Serrao le dà voce e la interpreta.

Ai pensieri della donna, si alterna la narrazione del disastro, dell’ecatombe, del rombare profondo della terra, della violenza della polvere, dell’afflizione della pioggia, dell’acre, sottile puzzo del fuoco e della solita alba immune al dolore, realizzata da Maurizio Marchetti in una lettura dinamica che bene ha reso le diverse fasi del dramma.

La serata si chiude sulle immagini tratte da cartoline del tempo di una Reggio devastata dai 37 secondi del sisma, accompagnate dalle bellissime musiche di Orazio Corsaro, e a finire gli applausi e i ringraziamenti.

Un ringraziamento in particolare al District Manager di Banca Generali Rosario Iannòlo, che ha promosso questa doppia iniziativa e ha saputo leggere le istanze per incontri culturali, capaci di riunire e valorizzare le risorse locali, per poter migliorare sempre e confrontarsi poi, su un piano più vasto. Anche l’iniziativa benefica sposata dalla Banca Generali è nata proprio dall’amore di un reggino, Antonio Labate, per la piccola comunità africana di Nyandiwa, al fine di fornire interventi concreti per lo sviluppo autonomo della comunità locale. Ottimi esempi per progredire e fare di più con l’aiuto di tutti.

*foto di Maurizio Polimeni