L'ANALISI. Italia: bel paese, cattiva gente!

L'ANALISI. Italia: bel paese, cattiva gente!

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La pancia del Paese da indolente é diventata cattiva e siamo davanti ad una trasformazione antropologica degli italiani, che non sono più la così detta ‘brava gente’. Hanno preso invece a moltiplicare egoismi, chiusure, invidie, malignità, odio. Ultimi esempi: il dopo festival di Sanremo e anche il dopo commissario Montalbano. Come a dire che non c’è più religione!

  Dice il recentissimo rapporto Censis: ‘’sono diventati normali opinioni e comportamenti che erano indicibili solo fino a qualche anno fa. Le diversità sono percepite come pericoli da cui proteggersi e la dimensione culturale della in sopportazione degli altri sdogana ogni sorta di pregiudizi, anche i più passatisti’’.

  Ma il problema non e’ solo e non e forse nemmeno tanto di una lettura facile facile e tutta politica di quello suddetto. No: il Censis ancora ci dice che l’innesco della cattiveria non viene prevalentemente dall’alto, dall’azione cioè consapevole e cinica di taluni soggetti politici di cui é persino inutile fare il nome. ‘’La radice di questa trasformazione – sono sempre parole del Censis – va cercata in basso, negli orientamenti popolari più profondi. La politica e le sue retoriche rincorrono, riflettono o semplicemente provano a compiacere un sovranismo definito psichico, in quanto si e’ installato nella testa e nei comportamenti degli italiani’’.

  Bisogna dunque chiedersi se la radice non é politica dove ha trovato alimento la svolta della cattiveria. La prima risposta rimanda ai colpi inflitti dalla crisi economica, dalla disoccupazione, dalla complessiva mancanza di lavoro che ha portato al facile capro espiatorio dell’immigrazione. Più aumenta la fragilità e la sua percezione più radicali diventano le risposte sul tema degli immigrati. Una politica senza remore e cinica ha colto ciò, l’ha cavalcato e lo sta cavalcando senza remore.

  Ma c’e’ una seconda risposta, che in parte spiega come nonostante tutti i guai combinati in questi primi mesi di Governo gialloverde non si freni l’ondata a loro favore: sempre il Censis ci dice del rapporto e della relazione del popolo del rancore e il governo del cambiamento. Più aumenta la disillusione per gli atti concreti del Governo più gli italiani diventano cattivi e ‘’sono pronti ad alzare ulteriormente l’asticella e disponibili persino ad un salto nel buio’’.

   Metafora che evoca il peggio ma che trova sostanza in uno degli ultimi ammonimenti del Papa. Nella prima udienza del nuovo anno, infatti, Papa Francesco c’è andato giù duro: meglio atei – ha detto - che andare in Chiesa e odiare gli altri.

  Parlando a braccio, fuori cioè dal testo scritto, partendo dal Discorso delle Beatitudini il Pontefice si e’ scagliato con forza contro quei fedeli che odiano gli altri, si sentono cristiani, ricevono i sacramenti ma non danno poi testimonianza della loro fede. Dunque, il problema e’ fondo e grave. Pensare di risolverlo solo sul piano della tattica politica e del giorno per giorno non porterà molto lontano. Deve davvero riscriversi una nuova storia, un nuovo racconto, un nuovo rapporto col popolo se davvero si vuole porre un argine a questa ondata dilagante di cattiveria.