‘Ndrangheta, figli e Tribunale: “Senza scelta” l’angolo chiuso per certi ragazzi calabresi

‘Ndrangheta, figli e Tribunale: “Senza scelta” l’angolo chiuso per certi ragazzi calabresi

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L’allontanamento da contesti inadatti, che il tribunale per i minori di Reggio prova da un po’ di tempo è meno di una goccia nel mare. E non è che il presidente Di Bella leva i figli dalle culle togliendoli a un contesto naturale: manda in luoghi meno problematici adolescenti che hanno già impegnato le forze di polizia. Lo fa in accordo con le famiglie, quasi sempre risponde alle richieste di aiuto di madri coi mariti in galera, di donne che non riescono a “tenere” ragazzi troppo irrequieti per i quali già si materializza una prospettiva nera.

Purtroppo non lo si è spiegato bene, e un atto d’amore, un’assunzione di responsabilità, sono passati spesso per la consueta invasione di campo della magistratura. C’è, invece, una distesa enorme e vuota, un abbandono quasi totale del mondo dell’infanzia, in certi territori. Una chiusura a saracinesca davanti ai figli di territori ad alta, a volte vera altre solo presunta, densità mafiosa.

Non è un alibi, anche se qualcuno se ne fa scudo: il marchio esiste. Lo adotta una società arida che disconosce i propri peccati, consolandosi con l’attribuire ad altri colpe che andrebbero condivise. E chi dice che non ci sia un muro di fronte a certi ragazzi calabresi, una diga davanti ai figli di chi ha avuto problemi con la giustizia, dice menzogna. E non esiste prova contraria, perché, come si suol dire vengo dal morto, e non mi si può dire sia vivo.

La “scelta”, nei pochi casi in cui riesce a darla il tribunale, è temporanea: i ragazzi raggiungono la maggiore età e poi frequentano quelli che vogliono - qualcuno avrà una chance in più, altri ritorneranno dentro un sentiero tracciato. I più, dei tanti, tanti ragazzi calabresi in rapporto filiale, o di parentela, o di affinità con qualche pregiudicato, incontreranno nella vita cose che si chiamano ostilità, sfiducia, dubbio, sospetto. E molti, per tutta la vita, instancabili, lotteranno per vincere l’ostacolo. Altri, di fronte al muro rinculeranno nel nido caldo e avvelenato da cui vorrebbero fuggire.

Risuccede, si risentono di notte le morre tirate sino all’alba, si tornano a sentire i nefasti canti di malavita ora su note trap. I dieci, cento, mille atti d’amore non serviranno a nulla di fronte a migliaia di gesti di disamore di una società che certi suoi figli non li amerà mai. I cattivi presunti continueranno ad essere schiacciati verso i cattivi veri e continuerà una spirale del male che come nel passato travolgerà l’innocenza di carnefici e vittime.