LA POLEMICA. Quando la letteratura calabrese si tira la zappa sui piedi

LA POLEMICA. Quando la letteratura calabrese si tira la zappa sui piedi

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Premessa: 1. Questo è uno scritto volutamente provocatorio nei confronti di chi (autori/editori) ha a che fare con la narrativa calabrese (ovvero con testi scritti da calabresi e/ o che si occupano di Calabria e/o che siano editi nella regione) e dovrebbe fare ogni sforzo per promuovere la lettura (che resta, in Calabria, agli ultimi posti in un’Italia che, già nel suo insieme, legge pochissimo). 2. Anche se parlo della mia esperienza, questa non è vicenda individuale, ma sintomo, piccolo ma non insignificante, del più generale sistema di non - diffusione dei libri nella nostra regione.

Scrivo su Zoomsud dal 2011, appena qualche mese dopo che il laboratorio per un giornale online messo su da Aldo Varano ha preso il via. In questi anni, ho pubblicato decine di recensioni. Per facilità di conteggio, diciamo: cento.

Zoomsud ha un seguito di affezionati lettori, fortunatamente non piccolo; dedica ai libri il fondo che in un giornale tradizionale è lo spazio più importante; lascia gli articoli sulla home per molti giorni. Per questo, indipendentemente dal valore di ciò che in questi anni ho scritto, è possibile che un certo numero di lettori del giornale e potenziali acquirenti di libri si siano accorti almeno del titolo, del nome dell’autore e dell’editore dei libri che ho recensito. Addirittura di più, mi sentirei di ipotizzare, del (molto) eventuale passaggio dello stesso libro su un giornale nazionale importante, in cui un giorno (un solo giorno) gli fossero (state) dedicate dieci righe in trentasettesima pagina. (Naturalmente non mi riferisco ai Gangemi, ai Criaco, agli Abate, ai Dara, alle Bubba, alle e Postorino, e ai pochissimi altri/e su cui c’è un’attenzione nazionale e oltre confine).

Eppure, dei cento libri recensiti, solo il 2% circa mi è stato cortesemente inviato dagli autori e l’1% circa dagli editori. Il 2 % faceva già parte della mia o altrui biblioteca. Il resto l’ho comprato: di tasca mia. Con piacere, certo: per la voglia di leggere, comunque, quel particolare testo o autore (circa il 50%) e per il desiderio di dare un contributo alla diffusione di testi “calabresi” (il rimanente 50%).

A volte, non poche, acquistare il libro è (stato) impossibile. Anche Amazon, il mio sicuro fornitore anche di testi difficilissimi da reperire, ha alzato le mani. In questi casi, ho chiesto (direttamente o indirettamente) all’autore (via facebook) di inviarmi il libro o anche, molto semplicemente, un pdf. Poche volte, la risposta è stata gentile e sollecita. Più spesso non c’è stata o è stata evasiva/infastidita, con un sgradevolissimo sotteso di puzza al naso: ma quando mai, se lo cerchi nei meandri di internet, lo trovi.

Insomma: al fine che almeno il titolo del libro circoli, un autogol. O, se preferite, come tirarsi la zappa sui piedi.