LA RECENSIONE. Malinverno, Domenico Dara (Feltrinelli). Dal 27 agosto in libreria

LA RECENSIONE. Malinverno, Domenico Dara (Feltrinelli). Dal 27 agosto in libreria

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Mi sembrò per un attimo che ogni cosa nel mondo, anche i pensieri, anche i sentimenti, anche i morti, avessero la loro giusta collocazione nell’universo. Anche io, Astolfo Malinverno, l’unico bibliotecario guardiano di cimitero che l’umanità abbia mai avuto.”

Ci sono paesi in cui i libri sono nell’aria, le parole dei romanzi e delle poesie appartengono a tutti e i nomi dei nuovi nati suggeriscono sogni e promesse. Timpamara è un paese così, almeno da quando, tanti anni fa, vi si è installata la più antica cartiera calabrese, a cui si è aggiunto poco dopo il maceratoio. E di Timpamara Astolfo Malinverno è il bibliotecario: oltre ai normali impegni del suo ruolo, di tanto in tanto passa dal macero, al ritmo della sua zoppia, per recuperare i libri che possono tornare in circolazione. Finché un giorno il messo comunale gli annuncia un nuovo impiego: il pomeriggio continuerà a occuparsi della biblioteca, ma la mattina sarà il nuovo guardiano del cimitero.

Ad Astolfo, appassionato lettore dalla vivida immaginazione, bastano pochi giorni al cimitero per essere catturato dalla foto di una donna posta su una lapide. Non c’è altro; nessun nome e cognome, nessuna data di nascita e morte. Solamente quella foto, lo sguardo candido e franco, i capelli divisi in due bande liscissime e l’incarnato pallido – per lui quella donna è da subito la sua Madame Bovary.

Mentre mescola le storie dei libri con quelle dei compaesani, dei forestieri, dei vivi e degli estinti, inventando per loro un nuovo finale, Astolfo si trova via via a inseguire il filo del mistero racchiuso in quel volto muto, di cui si va via via innamorando. Attorno a lui si muovono i lettori della biblioteca, gli abitanti di Timpamara e i visitatori del cimitero, con le loro vite comiche, tenere, struggenti – dal “resuscitato” alla promessa sposa che alla vigilia delle nozze si ritrova già vedova, e allora tinge l’abito nuziale di nero e sorprende Astolfo con una richiesta inattesa.

Domenico Dara possiede il talento dei narratori orali, unito a una scrittura che sospende il tempo: Malinverno è un romanzo pieno d’incanto sui libri, sul potere delle storie, dell’immaginazione, dell’amore.

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L’AUTORE Domenico Dara (Catanzaro, 1971) vive e lavora tra Valbrona, in provincia di Como, e Milano. Cresciuto a Girifalco, ha studiato Lettere e Filosofia di Pisa, laureandosi nel 1996 con una tesi su Cesare Pavese. Ha curato il volume Alessandro Verri, Lettere da un amore (Massimiliano Boni Editore, 2005). Nel 2013 è stato finalista al premio Italo Calvino con il romanzo inedito Breve trattato sulle coincidenze (Nutrimenti, 2014), per il quale ha ottenuto numerosi riconoscimenti, fra cui il premio Palmi, il premio Viadana, il premio Corrado Alvaro e il premio Città di Como. Sempre per Nutrimenti ha poi pubblicato il romanzo Appunti di meccanica celeste (2016), vincitore del Premio Padula, del Premio Città di Rieti e del Premio Stresa.

Domenico Dara, Malinverno, Feltrinelli, pag 333, 18 euro. IN LIBRERIA DAL 27 AGOSTO 2020.