CALABRIA da SCOPRIRE. Il treno della Sila incanta i turisti

CALABRIA da SCOPRIRE. Il treno della Sila incanta i turisti

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Neanche il Covid ha fermato questa estate il treno della Sila che da Moccone e Camigliatello sbuffa fino alla stazione più alta d’Europa passando per i boschi e i prati di Sculca, croce di Magara, Righio fino a San Nicola, oltre 1400 metri sul livello del mare. Un successo enorme con i vagoni presi d’ assalto e pieni sempre ad ogni viaggio con quasi 200 persone ogni volta, nel pieno rispetto delle regole Covid.

Solo il lavoro di giorni e giorni del personale delle ferrovie della Calabria ha reso possibile infatti partire dal 16 agosto, bonificando la linea ferrata e rendendola praticabile, ed ora si andrà avanti per tutti i week end di settembre e poi nei 4 mesi invernali, in un paesaggio da favola.

Quando poi la locomotiva targata Germania e risalente al 1926 si deve fermare per il carico d’acqua in una stazione intermedia è allora davvero il trionfo stile vecchio west. Tutti a terra a fotografare e a farsi riprendere con gli eroici ferrovieri di un mondo antico e che si pensava scomparso e che invece rivive ai giorni nostri.

Resta il fastidio per un nuovo intoppo al proseguimento della linea da San Nicola fino a San Giovanni in Fiore, già programmato da anni ed ora bloccato da vicende giudiziarie, mentre resta sempre il blocco della frana da rimuovere verso sud all’altezza di Redipiano. Sarebbe bello rivedere il treno della Sila nel suo percorso completo, da Cosenza a San Giovanni ma per il momento ci dobbiamo accontentare di una favola che sbuffa tra pini faggi e campi coltivati a grano e patate.

Certo, un pezzo di Germania trapiantato in Calabria 94 anni addietro fa un po' impressione. La Borsig FCL 353 è infatti un "pezzo di macchina", una locomotiva a vapore dalle inconfondibili forme teutoniche che in passato ha fatto la storia della trazione a vapore in Calabria, in Puglia e Basilicata. Negli anni Ottanta dello scorso secolo questa bellissima locomotiva fu revisionata in tutte le sue parti e riportata a sbuffare; con alterne vicende, fra momenti di intenso utilizzo. La 353 è giunta a noi perfettamente funzionante nello splendore dei suoi 800 cavalli di ingegneria ferroviaria a vapore.

Dal 2016 anche la vecchia linea della Sila di Ferrovie della Calabria è tornata a vedere treni. Pochi chilometri di ferrovia rimessi a nuovo, completamente isolati dalla restante rete FC, che nella bella stagione registrano centinaia di visitatori a bordo del treno a vapore. Nei fine settimana e non solo. Svago per i passeggeri ma di impegnativo e lavoro per i ferrovieri.

Dall'uscita della 353 dalla piccola rimessa di Camigliatello Silano, con la costante cura della locomotiva Diesel LM4 606, alle operazioni di pulizia, manutenzione e lubrificazione della locomotiva a vapore, bisognosa oggi come allora di tante cure prima di ogni viaggio.

Poi le manovre di composizione del convoglio, costituito dalle centenarie carrozze a terrazzini un tempo delle Ferrovie Calabro Lucane, l’invio dei mezzi fino alla stazioncina di Moccone e la partenza del treno a vapore verso San Nicola Silvana Mansio, la stazione più alta d'Italia a scartamento ridotto.

A metà viaggio, in attesa del ritorno la locomotiva viene girata manualmente, rifornita d'acqua e nuovamente lubrificata. Poi il tragitto di ritorno e infine, dopo l'arrivo a Moccone e il ricovero a

Camigliatello Silano, nuovamente il riposo per la vecchia e gloriosa macchina.