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Io, la Calabria e l’immagine. CRIACO

Io, la Calabria e l’immagine. CRIACO

sbr      di GIOACCHINO CRIACO

- Noi calabresi ci alziamo e il primo pensiero è “come ci vedrà chi ci dorme accanto, il vicino, il barista, il benzinaio .. cosa penserà il mondo di noi?” Nulla, il mondo marcia anche senza pensare a noi, va avanti lo stesso. La sindrome da ombelico del mondo colpisce ogni territorio di periferia del pianeta, da noi lo fa in misura spropositata. Pensiamo di essere sempre sotto i riflettori e invece è solo il sole che ci illumina in modo spietato. Siamo piccoli esseri arroganti che si credono al centro dell’universo e indossiamo una maschera per sembrare più belli. Recitiamo da tanto di quel tempo da non rendercene più conto. Come ci rappresenta la letteratura, la televisione, la stampa? In nessun modo, se ne fregano di noi.

Così non passa volta in cui vado a una presentazione che qualcuno si alzi in sala per rimproverarmi della brutta immagine della Calabria che il mio libro, e il film tratto da esso, portano in giro; che bisognerebbe mostrare il bello che possediamo.

Io lo farei volentieri, ma il rischio è di parlare di qualcosa che il giorno appresso non ci sarà più: metti che inviti la gente a visitare il paesaggio unico dello Stretto e che quando questi arrivino ci trovino, in mezzo fra Pentedattilo e l’Etna, una centrale a carbone? O inviti a vedere le meraviglie che stanno fra Palmi e Tropea e all’improvviso spunti come un fungo un rigassificatore? O, decantando le bellezze dello Jonio attiri incauti amanti del bello in una selva di trivelle petrolifere? No, a me le figuracce non piacciono, non porto amici a vedere i Bronzi col rischio di non trovarceli, non organizzo tour a Sibari per vedere i fanghi sulle rovine e non accompagno nessuno a Scolacium perché dovrei spiegargli dell’insensatezza del progetto della mega discarica della Battaglina.

Vi basta come lesione dell’immagine, o volete che ci aggiunga la centrale sull’Allaro, la diga sul Menta, le acque termali dell’Alaco, le centrali a biomassa della Sila, le pale eoliche da Isola a Lamezia? Ci volete anche sopra il sistema viario, dalla 106 alla A3? E dell’amianto che ammazza più della ‘ndrangheta, che ne dite, ci aumenta l’appeal? La disoccupazione giovanile quasi al 100% è una buona esca per i visitatori? E quelli da cui ci facciamo rappresentare in politica li volete buttare?

La smetto qui perché se no la retorica passa da mare a Oceano. Vi scrivo da sopra una Littorina che va da Reggio a Catanzaro, su un binario unico, che a ogni fermata costringe il macchinista a sgasare per non far ingolfare il motore diesel e l’aria carica degli umori del mare si appesta dei miasmi della nafta e la bellezza dello Jonio che in gola forma un groppo me la godo con gli indiani che condividono il mio viaggio, nei loro occhi non vedo la meraviglia dei primi coloni greci, ci scorgo la disperazione per il campo su cui piegare la schiena che li aspetta. Per il mare non provo invidia, chi mi ha accompagnato alla stazione ci si è immerso per quarant’anni, fino a quando lo schifo per la merda che ci ha trovato sotto non gli ha distrutto la passione.

Vi scrivo quando il peggio arriva, e doppiando il Cocinto scopro la pietà dello Jonio che pezzo a pezzo divora i delfini del tempio dell’Antica Kaulon, perché anche se è un ossimoro in Calabria i pesci affogano e i draghi pur avendo le ali non possono volare per salvarsi, restando imprigionati in un mosaico che è di una bellezza unica e che fra un po’ non ci sarà più.

E io non sputo fango sulla Calabria, svelo la mia vergogna per non aver fatto nulla per cinquant’anni. Non critico gli altri, offendo me stesso. E lo so che fra un po’ in sala troverò qualcuno che mi punterà addosso il dito, che mi accuserà di ledere l’immagine e l’orgoglio calabro. Ma scusatemi, non ci riesco a parlare di bellezza dopo aver visto i delfini affogare e anziché sul mare gli occhi sono finiti sui cartelloni elettorali per le prossime regionali, con volti sorridenti e pose e slogan che più che far accapponare la pelle fanno accapponare qualcosa che fa rima con essa.