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Mimmo Gangemi a Calabria d'Autore VALENTE

Mimmo Gangemi a Calabria d'Autore VALENTE

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di STEFANIA VALENTE

Ieri sera a Calabria d'Autore il solito brillante Antonio Calabrò ha intervistato Mimmo Gangemi, in occasione dell'uscita del suo bel libro "il prezzo della carne", edito da Rubbettino.

L'intervista si è mossa su toni pacati e gioviali, propri della natura di Gangemi, intervallata da brani musicali che hanno reso l’atmosfera rilassata.

Si è parlato di ‘ndrangheta, senza voler entrare nella cronaca e nella politica, analizzandone più gli aspetti antropologici e culturali. Con franchezza e sincerità intellettuale lo scrittore ha illustrato alcune linee del suo pensiero, che si trovano tra le righe del suo libro, secondo cui il popolo calabrese deve e può liberarsi dalla "mentalità ndranghetista" e uscire dal circolo vizioso del "favore".

Il pubblico è stato condotto all'interno della storia narrata nel libro attraverso le domande di Calabrò, che ne ha fornito i punti cruciali senza per questo svelare la trama.  

Sulle note di "quattro amici al bar", si è posta l'attenzione del pubblico sulla presenza all'interno del libro di strani personaggi che si riuniscono nella bottega del paese per commentare i fatti del giorno, come espediente letterario utilizzato dallo scrittore per tenere aggiornato il lettore dei fatti. I "compari", che si possono trovare in ogni paese dell'entroterra calabrese, ha spiegato lo scrittore, sono il simbolo della mentalità ‘ndranghetista radicata e radicale, il nocciolo durissimo di una società che ha origini remote e che non vuole scomparire, l’humus sul quale prospera un modo di fare nocivo, il baluardo dell'"ominitá", altro termine caro allo scrittore del libro.

L'"ominitá": il maschilismo più assoluto, la totale assenza consapevole della componente femminile, che pone il mafioso in una condizione oggettivamente superiore nei confronti della donna.

La parola “donna” stuzzica la giovane e perspicace Veronica Spinelli, che ha molto cari i temi che riguardano il mondo femminile, non può resistere dal chiedere all'ospite una riflessione sul significato dell'anomalia della totale assenza di donne, quantomeno significative, all'interno del libro. Lo scrittore risponde: assenti, ma mai trascurabili. Mute, ma mai in silenzio. Subordinate, ma non obbedienti. Schiave di quella "ominitá" che non perdona e non da’ loro alcuna speranza di riscatto.

Nell’ora e mezza di conversazione sono stati analizzati molti aspetti del libro: il linguaggio, sempre variopinto e ricco d’invenzioni lessicali, l’azione, a volte anche cruenta che sul finire crea suspense d’autore, i rapporti tra uomini tipicamente calabresi, i retaggi culturali, e il futuro, illuminato dall’ottimismo della volontà ma rabbuiato dal pessimismo della ragione. Non ci sono innocenti, nel libro, sostiene Calabrò. Si cerca una giustificazione che sfugga dalla paura e dalla prepotenza, si indaga sulle dinamiche dell’omertà e del consenso, si cercano spiragli di luce per il futuro.

Ed è sulla parola “speranza” che si conclude l'intervista della serata.

E alla domanda "Dove sta la speranza?"

"Nei giovani", risponde lo scrittore, "nei giovani che non se ne devono andare dalla Calabria, che devono restare, con i loro studi, la loro freschezza, l'entusiasmo, devono restare e lavorare e costruire per la loro terra, non portare il loro talento al servizio di comunità estranee, ma fare che serva qui, in Calabria, affinché l"ominitá" e il "favore", l"omertà" e il maschilismo bieco scompaiano. Solo i giovani possono farlo."
L'applauso esplode. L'intervista si è conclusa, ma il discorso troppo importante e profondo continua, come sempre qui a Calabria d’Autore, sulle labbra del pubblico che viene intrattenuto con la consueta ottima spaghettata al peperoncino d’obbligo, stimolo ricreativo e consueto ormai per le riflessioni conclusive, ma non ultime. Sulla strada verso casa, ognuno dei presenti ha ripensato alla ‘ndrangheta, alle donne, alla speranza, ai giovani, almeno per un attimo. L’ospite di spessore, l’aggregazione, l’incontro, lo sfondo musicale discreto, e persino gli spaghetti hanno anche questa volta centrato l’obiettivo.