Direttore: Aldo Varano    

La pazzia d'Orlando inaugura il Globo teatro festival

La pazzia d'Orlando inaugura il Globo teatro festival

pazziadorlando

di DANIELA MAZZEO

Gremito di persone si presentava ieri il teatro Francesco Cilea per assistere alla serata inaugurale della rassegna “Globo Teatro Festival”.

Il sipario si apre con una prima regionale del grande Mimmo Cuticchio che metta in scena la “Pazzia di Orlando” rappresentata attraverso l’arte dei pupari.

Il palco era costruito abilmente, con i musicisti da un lato che accompagnano per tutto lo spettacolo le varie scene, e al centro dei pannelli raffiguranti le ambientazioni dove i pupi, i veri protagonisti, si muovono leggiadri mossi dalla sapiente regia, coinvolgente e audace.

Le marionette del teatro epico popolare i cui protagonisti sono Carlo Magno e i suoi paladini, prendono vita e interpretano sogni e delizie, dolori, rancori e gelosie, diventando più autentici degli uomini, e trascinando gli spettatori nell’epica popolare.

I pupi, agilissimi, dai movimenti veloci e scattanti vengono mossi dall’alto con suprema maestria, e si assiste ad un serraglio di emozioni che riportano tutti all’infanzia, ma con sempre ben presente il dramma dalla condizione umana .

Apre la scena il “Puparo”, Mimmo Cuticchio, erede della migliore tradizione della commedia dell’arte meridionale, che con grande presenza scenica, in mano una spada malandrina, inizia a raccontare la pazzia di Orlando, e lo fa con il suo marcato accento siciliano intervallato a tratti da battute dialettali che scuotono il pubblico in grandi risate.

Lui è il vero mago Atlante, l’autentico demiurgo, il re della fantasia Ariostea, il cantore dalle molteplici voci; utilizzando la diversa timbrica della sua voce rendere umani i pupi Orlando, Rinaldo, Angelica, Ferraù e altri ancora.

Con straordinaria capacità dona a ciascuno autentica profondità espressiva, esprimendo sentimento, e somma desiderio di giustizia e libertà con cui il pubblico si identifica.

La sua voce che diventa incalzante, triste, roca e forte e magnetizza il pubblico nel preludio delle scene, ipnotizzato poi dalle movenze delle marionette .

La bellezza e la preziosità dei pupi vestiti di armature in metallo, i disegni ornamentali in essa riportano agli occhi di chi li osserva, l’ambientazione storica della vicenda che però trascende la storia stessa; così tutto diventa folgorante attualità, per chi sa andare oltre le vicende e leggerne uno spaccato di umanità legato ad un destino implacabile e beffardo così come i pupi sono legati a fili retti dall’alto.

Scene cavalleresche, duelli, sferrate di spade. Prodi paladini, guerrieri saraceni, angeliche fanciulle si sono susseguiti per dare corpo ad uno spettacolo di teatro puro, con quel sottofondo naturale e tendente al fantastico che è la voce narrante di Mimmo. La sua presenza sembra invisibile ma non lo è, anzi in realtà, al pari del mago Ariosteo, è per intero sfondo, presenza e vita: la magia si compie con la realizzazione compiuta della fantasia e dell’inventiva, unica caratteristica umana che più si avvicina al sublime.

La “Pazzia di Orlando” è alla fine una degna scusa per rappresentare il dramma umano; e lo fa con una leggerezza voluta, con una capacità immaginifica trasbordante, con la passione assoluta dell’artista.

Mimmo Cuticchio e la sua arte popolare – ma solo nel senso alto del termine - ha la capacità di riscrivere il reale con pennelli dell’immaginario; così pubblico si identifica, si specchia, soffre, gode e si diverte nell’opera dei pupi: trasforma la platea in una compagnia di bambini felici e sorridenti, che con la gioia dipinta in volto alla fine tributano un lungo applauso per salutare la compagnia.

Un esordio bellissimo per quella che si preannuncia come una grande stagione d’autore del Globo Teatro Festival, con un cartellone d’eccezionale levatura culturale che dona lustro- finalmente- alla nostra città.