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LIBRI. Col Tirreno cosentino Rubettino conclude Le città della Calabria. VELTRI

LIBRI. Col Tirreno cosentino Rubettino conclude Le città della Calabria. VELTRI

rubbettino     di PAOLO VELTRI -

È da pochi mesi nelle librerie Il Tirreno cosentino, ultimo volume della collana “Le città della Calabria” curata dalla Bottega editoriale ed edita da Rubbettino.

Il percorso editoriale – patrocinato dalla Banca popolare del Mezzogiorno – è partito nel lontano 1991 e conta ventuno testi, corredati da immagini, interamente dedicati alle realtà urbane calabresi. Fulvio Mazza ed il suo staff analizzano con passione la storia, la cultura e l’economia che contraddistinguono le città e le cittadine della nostra regione.

Il Tirreno Cosentino (Rubbettino, pp. 462, € 45) è strutturato in due parti, il passato ed il presente, introdotte dal professore dell’UniCal Fausto Cozzetto. Viene studiata una zona molto ampia e per questo ricca di tesori (e di storia) spesso non valorizzati a dovere.

Si parte con l’Età antica e il Bos primigenius, un affresco situato all’interno della Grotta del Romito nel Parco nazionale del Pollino e considerato fra le più antiche testimonianze del Paleolitico; molto interessante è, poi, la ricerca attuata sulla fondazione dei primi centri tirrenici «prendendo in esame i singoli insediamenti di cui restano o tracce o anche solo memoria».

L’analisi continua con l’Età normanno-sveva e il periodo medievale che hanno segnato la cultura della Calabria del nord; si ricorda la figura di Roberto il Guiscardo, il quale nel 1059 venne investito direttamente da Papa Nicola II del prestigioso titolo di duca di Puglia e di Calabria, di Carlo d’Angiò e di tanti altri.

La parte dedicata al passato del Tirreno cosentino si conclude con il “decennio francese”, il Risorgimento ed il passaggio di Garibaldi dal Tirreno, «l’Eroe dei due Mondi – scrivono gli autori –nel tragitto, passando da Aieta, lo accolse tra la folla un’anziana donna […] che gli offrì tutti i suoi figli per il riscatto della patria. Garibaldi le rispose che se tutte le donne d’Italia fossero state come lei, l’Italia sarebbe libera da più secoli».

Il volume dedica un’ampia sezione alla storia contemporanea dell’Alto tirreno cosentino, studiando lo sviluppo politico e sociale dal Primo dopoguerra. Il ’900 è un periodo molto importante per la Calabria e grazie a personaggi illustri della politica nazionale la regione è meno distante rispetto ai secoli precedenti. Si tratta nel testo la difficile transizione avvenuta anche nel Tirreno dal post-fascismo alla democrazia, senza dimenticare figure come Michele Bianchi, nato a Belmonte e personaggio cardine del fascismo italiano. Molto interessanti sono le tabelle presenti nel testo con i dati delle elezioni amministrative svoltesi dal 1948 al 2014 nell’Alto tirreno calabrese.

Il testo si conclude con una panoramica sugli eventi culturali presenti nella zona – dal Premio letterario “Giovanni Losardo” al Festival del peperoncino di Diamante – e sull’economia – dal cedro, sempre di Diamante, al pomodoro di Belmonte.

In sostanza, un libro che nel solco della tradizione dei precedenti volumi mette in risalto le tante piccole storie che si nascondono dentro una storia più grande.