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I BRONZI E L’EXPO DI MILANO. Una polemica da chiudere. SPINELLI

I BRONZI E L’EXPO DI MILANO. Una polemica da chiudere. SPINELLI
bdrc     di PASQUALE SPINELLI -
Domenica Il Corriere della Sera nelle pagine milanesi a proposito dell’Expo ha pubblicato, uno accanto all’altro, due articoli sull’uso delle opere d’arte nell’ambito del grande evento: uno, a favore dell’esposizione degli originali; l’altro, più problematico. Quest’ultimo è stato affidato a un calabrese di Reggio molto noto a Milano che, tra l’altro, ha curato a lungo pagine del Corriere dedicate alla sanità, il professore Pasquale (Lillo) Spinelli, primario emerito dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano. Riproponiamo, con esplicita autorizzazione del professore Spinelli, il suo articolo con lo stesso titolo scelto dal Corsera. (zoom)

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Una polemica da chiudere (di Pasquale Spinelli)

Ho letto il bel pezzo di Philippe Daverio e ho Immaginato di essere un cinese (pare che i cinesi siano tra i più numerosi visitatori dell’EXPO) o anche un cileno, un russo, un australiano o un sudafricano e di arrivare a Milano per l’EXPO. Sono interessato principalmente al grande tema, “Nutrire il pianeta, energia per la vita” anche in rapporto ai riflessi che può avere su un’area del mondo, quella in cui vivo, così lontana dalle realtà occidentali.

Visiterò il padiglione Italia, il bel paese ospitante, che so ricco di storia, di tradizioni, di città d’arte, vere leggende per noi orientali.

Mi accolgono all’ingresso due grandi statue: è spiegato che sono state trovate nel mare, verso la punta dell’Italia, davanti alla Sicilia. Erano rimaste in mare, sotto la sabbia, 2500 anni! Ci sono le foto del ritrovamento, dei restauri e sotto è scritto che si tratta di copie fedeli, i cui originali si trovano in un museo ricchissimo di preziose antichità, vicino al posto in cui sono stati trovati, la splendida città di Reggio Calabria; dicono che è un “hub” tra le civiltà antiche, egizia, greca, romana, araba. Rimango affascinato da queste storie e giuro che non mi interessa minimamente che le statue siano originali o copie. D’altronde a Firenze in piazza della Signoria mio fratello ha visto le copie di Donatello e di Michelangelo! E’ così in tutto il mondo, gli originali si conservano e si proteggono. Di questi tempi poi… .

Noi siamo venuti per la nutrizione e l’energia, il resto è contorno.

Mi hanno detto che grandi critici d’arte (ndr: si riferisce principalmente a Sgarbi e Daverio) vorrebbero esporre opere autentiche, ma voglio rassicurarli e spegnere le polemiche col buon senso della mia tradizione: come a me, cinese, al cileno, e al sudafricano copie nuove e perfette piacciono molto di più delle statue o dei quadri con i segni del tempo.

Ho sentito che, a spostarli, questi capolavori si potrebbero danneggiare e poi, esporli a un pubblico con magari dei malintenzionati, che motivo c’è, se ci sono le copie? Dateci piuttosto per chi volesse saperne di più e vedere gli originali, programmi di viaggio e facilitazioni per spostamenti nel vostro bel paese e ve ne saremmo infinitamente grati. Da saggio cinese vi dico di essere pratici, di non sprecare tempo e risorse; maggio è vicino, non vi distraete!

Non chiamate in causa i Ministeri, organi dello Stato che devono aver cura dei beni artistici e culturali e non vorranno che si corra il benché minimo rischio di danneggiarli. Anche perché, per noi visitatori, non serve.