Direttore: Aldo Varano    

L’INTERVENTO. C’è scrittore e scrittore, e c’è lettore e lettore

L’INTERVENTO. C’è scrittore e scrittore, e c’è lettore e lettore

libri   di PASQUALINO PLACANICA -

Siamo tutti d’accordo sul concetto che leggere sia importante. Libri soprattutto. Ma i libri qualcuno li deve scrivere, perché qualcun altro possa leggerli. Esistono tanti tipi di libri, ed esistono tanti tipi di scrittori; non mi riferisco alla bravura, ma alla materia a cui si dedicano.

La tipologia di libro più letta è il romanzo, non credo ci siano dubbi. E anche in questo caso esistono varie tipologie di romanzieri. Ci sono quelli che “scrivono” una storia. Poi ci sono quelli che “raccontano” una storia. Naturalmente ci sono quelli che fanno di volta in volta entrambe le cose, ma a seconda che si “scriva” o si “racconti” una storia, qualcosa cambia.

Chi “scrive” una storia ha lo stesso potere di un dio: può fare nascere, morire, sposare, può far piovere, può tornare indietro nel tempo… È il padrone assoluto del mondo che sta creando. Chi “racconta” una storia invece, se la vuole “raccontare” veramente ha ben pochi margini di manovra. La storia è quella, il contesto in cui si svolge è quello.

Paradossalmente è più facile “scrivere” una storia, che “raccontarne” una. Chi “scrive” una storia, ha la possibilità di adattarla alle proprie peculiarità di scrittore (se ne ha); chi “racconta” una storia, deve adattare le proprie peculiarità (sempre se ne ha) alla storia che vuole raccontare. Alla fine il “racconto” potrà piacere o non piacere, il significato che ne scaturirà potrà generare gradimento o indignazione, certo.

Ma nessuno scrittore che si rispetti che scelga di “raccontare” una storia modificherà mai il contesto in cui si svolge per fare piacere a una parte di potenziali lettori, perché così non la “racconterebbe”, ma la “riscriverebbe”. Io, come lettore, non rispetterei mai uno scrittore che per “raccontare” una storia la “riscrivesse” per farmela piacere.