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CdA. Criaco: leggero e carismatico, ironico e con la Calabria dentro

CdA. Criaco: leggero e carismatico, ironico e con la Calabria dentro

cda      di STEFANIA VALENTE -

Gioacchino Criaco sale sul palco di Calabria d’Autore accolto da un fragoroso applauso. La sua terza partecipazione, questa dopo i recenti trionfi, sottolinea la sua grande umiltà e generosità. Da Rubbettino a Feltrinelli, dal Festival di Venezia a Calabria d’Autore il passo è lungo, ma lui lo compie con la solita leggerezza e il grande carisma che possiede.

Siede tra il conduttore-organizzatore Antonio Calabró e la segretaria di produzione Daniela Mazzeo. La saletta della stazione di Santa Caterina è gremita di gente, ma c'era da aspettarselo: Gioacchino da queste parti è molto amato.

L'intervista è una serena chiacchierata a tratti profonda a volte ironica, ma sempre coerente con lo spirito nobilmente popolare della rassegna, a cui lo scrittore si è adattato con facilità sin dalla sua prima presenza, nel 2013.

Si parte dai ricordi, condivisi con Antonio Calabró e Calabria d'autore, dei primi scritti, dei primi libri, delle prime pubblicazioni, dei primi successi, fino ad arrivare a questo ultimo, splendido libro, già recensito da Maria Franco e Antonio Calabró su questo giornale: "Il Saltozoppo".


"Ma cos'è il saltozoppo in realtà ?" chiede Calabró spontaneamente, interpretando il pensiero del pubblico. "Il saltozoppo è un gioco" risponde Criaco, una corsa su una sola gamba, uno di quei giochi che si facevano in strada quando non c'era internet né la Playstation, un gioco tra ragazzi di Calabria che devono imparare a correre veloci su una gamba sola, in modo che, quando il mondo chiederà loro di partecipare, sfodereranno l’altra gamba e saranno più veloci del mondo intero. I ragazzi calabresi devono imparare ad avvantaggiarsi se vogliono stare a galla. Una metafora, l’allegoria delle difficoltà e dei pregiudizi.


Daniela Mazzeo, interprete puntuale del mondo femminile, interviene per svelare l'omaggio che Criaco in questa opera fa alle donne: il messaggio di salvezza che un mondo malato trova proprio attraverso la grazia, la potenza e il raziocinio femminile. Attraverso la forza dell'amore, che è donna, contrapposto alla forza bruta e maschia dell'odio.

Il dialetto calabrese non ha i verbi coniugati al futuro, spiega; la donne invece hanno il futuro sempre ben presente, per loro natura congenita.


Criaco confessa di aver scoperto finalmente le donne attraverso il cammino che lo ha portato alla stesura di questo libro. Si parla di Calvino e delle “Lezioni Americane”. Degli altri scrittori calabresi, della letteratura meridionale, del giornalismo e della cultura. Si raccontano aneddoti e si fanno esempi, con il pubblico sempre attento a non perdere una battuta.

Incalzato dalle domande di Calabrò e Mazzeo, Criaco svela una forza interiore ed una maturità artistica nuove o rinnovate, attraverso analisi lucide di mondi diversi, dei giochi di potere fra essi, di presenze succubi e di assenze vincitrici. Ci appare ormai lo scrittore sereno e maturo che ci aspettavamo, appagato dalle sue consapevolezze e dai suoi successi.

Strappa applausi a ripetizione, grazie anche ad una notevole prontezza umoristica, stimolata da Calabrò e dallo stile, informale ma mai faceto, delle interviste di Calabria d’Autore.

La vera forza di Criaco è l’amore per la sua terra, che traspare da ogni suo atteggiamento e che lo porta con naturalezza a fare di ogni suo successo e di ogni sua vittoria, la vittoria e il successo di un’intera Regione. Gioacchino Criaco porta sugli scaffali delle librerie la Calabria intera, insieme a se stesso.

La pasta rituale degli incontri di Calabria d’Autore è quasi pronta. I saluti sono un obbligo, non proprio un piacere. Ancora il tempo di qualche chiacchiera con un bicchiere di vino in mano, e poi via.

Una bella serata di letteratura e d’incontro, con un protagonista eccezionale sia come artista che come uomo; un successo per Calabria d’Autore, un contributo alla vita culturale di questa città, e la dimostrazione che si possono toccare argomenti importanti senza scadere nella pedanteria e nell’accademia. Uno spazio autorevole, mai pesante, mai autoreferenziale.

Esattamente ciò che Calabria d’Autore ormai è diventata.

Giorno 20 Novembre sarà il turno di Massimo Laganà, giornalista e scrittore reggino, e del libro “Roma d’Autore”, attuale successo di vendita e di critica.