Direttore: Aldo Varano    

REGGIO. Il Trio da Paz ed i suoni del Brasile al Play Music Festival

REGGIO. Il Trio da Paz ed i suoni del Brasile al Play Music Festival

Trio da Paz - Foto M.C.di AURELIA ARITO -

La valigia di suoni del Play Music Festival si riempie di atmosfere che sanno di Brasile in ogni loro espressione, tra saudade e samba, tra riflessioni sul valore dell'oggetto artistico e storia di generi musicali profondamente radicati nell'identità di un popolo.
Alle Officine Miramare la seconda settimana di attività organizzate nell'ambito del Play Music Festival, rassegna dedicata alla musica ed alle migrazioni promossa dall'associazione Soledad con la direzione artistica di Alessio Laganà, ha accompagnato, attraverso suoni, parole e performance, un pubblico numeroso in un viaggio nel cuore del Brasile terminato con il concerto del Trio da Paz, prima tappa del tour europeo dei maggiori esponenti dell'incontro tra musica brasiliana e jazz.

Incontro Giovanni Guaccero - Foto M.C.Ad inaugurare la serata il compositore e pianista Giovanni Guaccero, docente del conservatorio “Francesco Cilea” di Reggio Calabria e della “Scuola popolare del Testaccio” di Roma, con l'introduzione alla musica popolare brasiliana “Saudade fez um samba”, dal titolo di una canzone, una delle prime bossa nova, del 1959 di João Gilberto.
“Il Brasile è l'altro gigante d'America, l'altro melting pot di razze e culture” - scrive il cantautore Caetano Veloso nel libro “Verità tropicale” -, la cui produzione musicale ha subito nel corso del tempo numerose contaminazioni e storie di migrazioni. Una storia di triangolazioni tra Africa, Europa e Americhe. Al centro del racconto di Guaccero il ruolo della musica nella società brasiliana come prodotto culturale e frutto di «un'acquisizione progressiva di meticciato culturale». Centrale il samba, «legato ad una dimensione emotiva e passionale della cultura brasiliana», con la sua nostalgia per il passato ed un anelito verso il futuro. Valigie di suoni, incontri e migrazioni al centro della musica brasiliana che, sottolinea Guaccero, «si appropria delle musiche del mondo facendole proprie».

Trio da Paz - Foto M.C.Così, dall'incontro tra musica brasiliana e jazz, nasce il “Trio Da Paz”. I brasiliano Romero Lubambo alla chitarra, Duduka da Fonseca alla batteria e Nilson Matta al contrabbasso - tra i musicisti più apprezzati del moderno jazz samba - hanno incantato il pubblico reggino, nella suggestiva location del salone del Miramare, tra virtuosismi tecnici, audaci improvvisazioni, ritmi sudamericani e sinuose sonorità latine. Un concerto che apre il tour europeo del trio che in trent'anni ha ridefinito il jazz brasiliano con interazioni armonicamente avventurose e ritmi abbaglianti. Tre musicisti di grande spessore e talento, legati alle radici della Bossa Nova, i cui percorsi personali sono segnati dalle collaborazioni con alcuni tra i più importanti jazzisti degli ultimi trent'anni. Tre artisti eccezionali che mescolandosi lasciano un segno indelebile sulle canzoni. Numerosi gli omaggi ad Antonio Carlos Jobim ed una splendida interpretazione, sul finale, di “Saudade da Bahia” di Dorival Caymmi.

Taciana Coimbra - Foto M.C.Non solo musica, la valigia di suoni del Play Music Festival è piena anche di altri linguaggi artistici e di contaminazioni con l'arte contemporanea, come il dialogo con la mostra “Questa casa non è un albergo” organizzata per le Officine Miramare da Technè Contemporary Art. Nella giornata dedicata al Brasile, protagonista l'artista brasiliana Taciana Coimbra con la performance “Auto-nòmos”. Una parola, “autonomia”, che rappresenta un qualcosa di cui gli individui non dispongono mai in maniera completa, ingabbiati nei meccanismi del sistema burocratico che rende asfittica la piena espressione di sé. La Coimbra, che vive in a Reggio Calabria da diversi anni, materializza in un pezzo di carta – il suo documento di nascita, che consegna agli spettatori - e nel suo corpo – impossibilitato nel movimento –, la provocazione verso una società che vuole ridurre le persone a pezzi di carta che ne regolano l'identità, la libertà e la possibilità di movimento. Una provocazione, quella dell'artista, sullo stesso valore dell'oggetto artistico – in questo caso un pezzo di carta – e sul suo essere irripetibile

Gli appuntamenti del Play Music Festival proseguiranno sabato 5 marzo con la mostra “Senza valigia: visioni incrociate” di Marco Costantino e Daniela Liconti e con l'incontro “Questo mare è pieno di voci: passaggi sullo Stretto”.

Foto M.C.