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PER L'8 MARZO. Quando noi donne siamo nate…

PER L'8 MARZO. Quando noi donne siamo nate…

8 marzo   di TIZIANA CALABRÒ

- Le donne hanno iniziato a riconoscersi quando la narrazione di ciò che sono è partita dalle loro voci. Quando hanno smesso di delegare, quando si sono fatte domande, quando hanno posto in discussione un sistema che le classificava, affidava loro ruoli, diceva cosa dovevano diventare. Quando la voce singola di donna si è tramutata in un coro polifonico, in una voce collettiva. Quando il processo si è invertito. Non era più il mondo a dire chi loro fossero, ma hanno iniziato le donne a raccontare le loro essenze, a volte con la rabbia dell’inascoltato, e così a parlare di uguaglianza e di diritti.

Per farlo anche loro si sono dovute guardare dentro, capire quanto le educazioni, i pensieri indotti, gli schemi sociali, la cultura avessero inciso sulle loro identità. Si sono chieste quanto le narrazioni altre avessero segnato i solchi dentro i quali camminare senza concedersi deviazioni, avevano segnato linee di demarcazioni tra l’essere giuste e l’essere sbagliate. Ma quando le donne hanno sentito potente la dissonanza tra il mondo fuori e quello interiore, in quel preciso istante hanno iniziato la battaglia, partendo dal primo diritto sacro: l’autodeterminazione, sorella e madre di tutte le rivendicazioni future. Si sono dette chi sono, si sono dette anche vulnerabili, per poter sentire la forza di chi parla.

botticelliHanno dovuto smettere di credere nelle favole, quelle raccontate alle bambine, per iniziare un cammino. Le favole, dove da sempre le donne sono state descritte come principesse in attesa, tristi Penelope ma senza personalità, o come fate smemorate e sempre felici, matrigne con il cuore di pietra, o ancora streghe condannate all’isolamento affettivo e consumate da rancori mai sopiti. Hanno dovuto smettere di credere in qualcosa, per iniziare a crescere veramente, per alzare lo sguardo, per iniziare a parlare di uguaglianza e diritti, di discriminazione e tutela.

Anche per questo l’otto marzo si celebra “La giornata internazionale della donna”. E’ il ricordo di una nascita e di un’epifania. La rivelazione di chi porta impresse nelle cellule del corpo e nella memoria le battaglie del passato. Siamo state generate dalle donne che ci hanno precedute, che hanno cambiato il loro sguardo sulle cose, si sono ribellate, che hanno parlato di uguaglianza, hanno voluto proteggerci da un futuro senza possibilità. A noi il compito di continuare - con le nostre anime ritrovate, con le nostre consapevolezze, con la nostra visione del mondo, la nostra capacità di stare dentro le cose della vita - questo racconto che ha sfidato lo spazio e il tempo, che si è posato in questo presente in cui siamo figlie, sorelle e madri.