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LA GRANDE MUSICA. Chaplin in Jazz in Calabria

LA GRANDE MUSICA. Chaplin in Jazz in Calabria

mauro manzoni   di DANIELA SCUNCIA

- Si è appena concluso il tour calabrese del trio jazz Mauro Manzoni clarinetto, sax e affini, Mauro Campobasso chitarre e live elettronics e Walter Paoli batteria con le tre tappe di Catanzaro il 4 marzo, Vibo Valentia il 5 marzo e Lamezia il 6 marzo, voluto dall’ A.M.A Calabria associazione amici della musica, che è riuscita a portare da Bologna un esempio originale di proposta musicale fino al momento relegata al pubblico del nord Italia. Il trio ha presentato Chaplin in Jazz, un esperimento multimediale dove su due cortometraggi di un giovanissimo Charles Chaplin -il primo, del 1918 Shoulder Arms e un secondo del 1917 Easy Street in versione restaurata- intervengono tempi e suoni di un jazz moderno, in cui l’elettronica ha una parte importante, in sapiente alternanza dei registri drammatico e comico, arrivando sul finale alle affinità rock del gruppo.

L’inizio è al buio mentre l’ouverture, nella più classica tradizione, invade lo spazio e dilata il tempo con suoni che si perdono e si inseguono, per prendere forma definita con l’inizio del primo cortometraggio. Charlot si rinnova in questa proposta con nuove sonorità e riferimenti, dai Pink Floyd a Ligeti o Stockhausen, senza dimenticare di sottolineare i momenti salienti con un approccio didascalico, strappando quelle risate che, tra l’attualità e la tenerezza, sa ancora suscitare la comicità di Charlot.

Se in questa prima parte la musica accompagna il video, nella seconda parte si crea un crescendo di strumenti pieni di vigore. E la chitarra di Campobasso si fa lotta, corsa, mentre il sax di Manzoni pervade la scena inseguendo la citazione da 007 in un loop di sottofondo.

Ma la ciliegina sulla torta di questa performance, è la batteria di Walter Paoli, che come nell’antica tradizione del muto, si occupa anche di tutti gli effetti sonori, prodigandosi con la voce, il fischiettare (portando un po’ di Morricone) e tra strusci e percussioni incarna con efficacia la verve di questo spettacolo a tutto tondo. Nella parte centrale una sorpresa per tutti gli amanti del jazz: un Cole Porter d’annata, la sua So, In Love reinterpretata dal trio su un montaggio originale di alcune scene d’amore e tenerezza di uno stralunato Charlot.

È il primo progetto di questo tipo nato dall’idea di Manzoni e Campobasso, ma non l’unico nel suo genere; nati dalla stessa idea, sono stati anche realizzati Out of Linch, Ears Wide Shut e Vertigo ispirati dalle opere rispettivamente di Linch, Kubrick e Hitchcock. Un connubio felice tra il cinema di grande qualità e l’ispirazione musicale di un jazz che sa proporsi in tutte le sue sfumature dall’avanguardia agli standard rivisitati con affetto. Un modo nuovo di vivere la musica, le sue allusioni e sollecitazioni con lo sguardo dritto alla grande illusione cinematografica.