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IL SACRILEGIO. Scivola nel mare la bellezza di Kaulon (mentre i fondi marciscono)

IL SACRILEGIO. Scivola nel mare la bellezza di Kaulon (mentre i fondi marciscono)

k1   di SIMONA MUSCO

- Sta ancora lì col fiato sospeso e lo sguardo rivolto al mare. Con l’aria di chi non se ne vuole andare eppure è cosciente che presto o tardi un altro schiaffo la farà piombare giù. Vive così, da 3mila anni, l’antica Kaulon, a Monasterace, sospesa tra la salsedine e la burocrazia, che tiene fermi quei fondi che potrebbero salvarla.

k4Le piogge degli ultimi giorni l’hanno sfiorata, ricordandole la fragilità di quella duna che la tiene ancora lì in bilico, ad un passo dal mare.

La “Casa Matta” continua a custodire come può il mosaico dei draghi e dei delfini, il più grande mai scoperto. Ma la sua unicità non basta: il mare continua a scavare ai piedi della duna che sorregge la storia, protetta solo da una copertura in pietre ingabbiate su un tratto di appena 150 metri.

Perché da due anni 700mila euro attendono di essere spesi. Del primo finanziamento da 300mila euro, stanziato a febbraio 2014, garantito alla Soprintendenza dall’allora Ministro Massimo Bray nell’immediatezza delle mareggiate di febbraio, circa 120mila sono stati spesi in studi di correnti e progettisti, «come previsto dalla legge», aveva spiegato l’allora direttrice del museo Maria Teresa Iannelli. L’arrivo di un nuovo inverno, dunque, aveva colto di sorpresa l’antica città magnogreca, che aveva visto scivolare a mare parte della sua bellezza.

k5Ma quei fondi non erano gli unici messi sul piatto: ai 300mila euro si aggiungono i due milioni e mezzo stanziati dalla Regione contro le erosioni e la difesa dell'abitato di Monasterace e del parco e i 700mila, appunto, destinati al completamento, al restauro e alla difesa del parco archeologico.

Ma a Punta Stilo tutto tace. Il finanziamento, infatti, è rimasto fermo, in attesa dell’autorizzazione da parte della direzione regionale per i beni culturali calabrese all’avvio della gara d’appalto. Ora si attende l’esito degli ultimi vertici ministeriali per sbloccare il progetto.

Ed è solo un caso se il maltempo, nei giorni scorsi, ha risparmiato il tempio di Afrodite. Lì, negli anni, è stata riscritta la storia, interrotta bruscamente dopo 16 anni, con la chiusura della campagna scavi. Per tre lustri, studenti ed esperti, tra i quali Francesco Cuteri, “scopritore” dei mosaici dei draghi e dei delfini, hanno sottratto all’oblio della terra una storia che risale all’VIII secolo avanti Cristo.

E così l’area archeologica di Monasterace rimane ancora a guardare, così com’era accaduto in passato, quando le grida di chi chiedeva la messa in sicurezza del sito sono state ignorate con un’alzata di spalle. Nella speranza che Poseidone, prima che la burocrazia, dimostri indulgenza.

@foto di Alessandro Fabbri e da Fb