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PHOTÒPIA. Un ponte verso il resto del mondo

PHOTÒPIA. Un ponte verso il resto del mondo

Photòpia Festivaldi MARIADORA VARANO

Nessun uomo è un'isola, nemmeno un calabrese in un week-end piovoso d'inizio aprile. Così, con stile e discrezione, ci ha pensato Photòpia a gettare un ponte sul mondo. Un festival di fotografia di respiro internazionale, ambientato a Ecolandia, il parco-fortino che dalle colline di Arghillà mira fascinoso le acque dello Stretto.

Se in questi tre giorni avete fatto altro, se (ahivoi!) non avete dato neanche una sbirciatina alle letture portfolio, incontri con gli autori e scambi di idee sul tema del paesaggio, avete ancora tempo fino a domenica per visitare le mostre fotografiche e video allestite nello strabiliante scenario del forte.

Nel frattempo, auguratevi di meritare una seconda occasione per partecipare alla parte di festival che si è appena conclusa. Densa, stimolante, assai poco provinciale e molto intellettuale. In senso buono, s'intende. Un evento in cui si è riusciti a chiacchierare di Sud senza autoreferenzialità. Anche perché a parlarne non c'erano soltanto calabresi allo specchio, ma napoletani, romani, milanesi, torinesi e quant'altro.

Di Sud si è dialogato, per esempio, con Filippo Menichetti e Martin Errichiello, che hanno partecipato al progetto di ricerca The third island con il lavoro intitolato In quarta persona. L'interesse per il panorama calabrese, scrutato attraverso la lente delle “grandi opere”, è sfociato in una narrazione documentale imponente, che tocca i grandi temi delle infrastrutture, del lavoro, di un problematico rapporto uomo-natura, condensato nel continuo “facimento e disfacimento” del territorio.

Il viaggio di attraversamento della Salerno-Reggio svela il flusso incessante del cambiamento, in un rimando continuo dal presente al passato, e viceversa. Un racconto che, passando per i moti di Reggio e per le storie note di Saline Joniche e Gioia Tauro, riscopre pezzi di abbandonata memoria. Come nel caso di Eranova, villaggio dimenticato, raso al suolo in occasione della costruzione del quinto centro siderurgico della Piana.

Di un altro Sud si è ancora parlato con Filippo Romano, fotografo milanese di architetture che ha presentato il toccante progetto che riguarda Mathari, ghetto immenso ai margini di Nairobi, in Kenya. Lamiere e cemento, lì, scolpiscono il teatro di vite tragicamente bizzarre, segnate dalla violenza e dall'emarginazione, dove la sopravvivenza è caotica, affidata all'arte di cavarsela con un dollaro al giorno, mentre tutt'intorno la vita delle classi medie e agiate scorre indifferente alla povertà. Immagini indimenticabili, di straordinario potere evocativo, che scuotono le coscienze, incuriosendo il pubblico attento che gremisce la sala in cui si tiene la lecture.

Ma non solo di Sud si è parlato a Photòpia. Un festival che si è nutrito di immagini, linguaggi, forme che hanno rivelato le potenzialità culturali di una riflessione sul paesaggio e sulla narrazione fotografica. Così, in mostra, tra l'altro, il fascino del colore nelle opere di Ricardo Cases, a raccontare l'identità spagnola attraverso la tinta delle arance; la Ville Noir di Giovanni Troilo, che scende negli inferi della cittadina siderurgica di Charleroi, in Belgio; l'intrigante viaggio in Italia di Federico Clavarino.

Ancora, le opere di Arianna Arcara, Alessandro Penso e Tommaso Tanini. Un evento ideato in Calabria, da calabresi (il fotografo Alessandro Mallamaci e l'associazione il Cerchio dell'Immagine), in sinergia con D.O.O.R., studio romano che ha curato la direzione artistica del festival.

Grandi fotografi di fama nazionale e internazionale che sabato e domenica si sono, tra l'altro, dedicati alle “letture portfolio” di giovani (e meno giovani) aspiranti fotografi, i quali hanno avuto l'opportunità unica di sottoporre i propri scatti all'occhio severo dei maestri.

La chicca del festival? È ancora lì, non perdetela. Un vero e proprio bookshop per soddisfare il desiderio, piuttosto esotico da queste parti, di quei rari oggetti chiamati libri fotografici.

Photòpia Festival

 

Alessandro Penso

 

Photòpia Festival

 

Federico  Clavarino

In quarta persona - Martin Errichiello e Filippo Menichetti

Letture portfolio

Letture porfolio

Sala multimediale

Bookshop