Direttore: Aldo Varano    

Cultura e creatività. In Lazio, si può; in Calabria, no

Cultura e creatività. In Lazio, si può; in Calabria, no

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- UNO. Domani, il 21 aprile, in provincia di Latina, a Sezze, gli studenti andranno al cinema. Verrà proiettato Anime Nere, film girato per gran parte in Aspromonte e in Calabria anche se l’ha firmato un regista romano, Francesco Munzi, che con quel film, venduto a mezzo mondo, ha vinto premi prestigiosi ed ha ricevuto apprezzamenti di livello alto dalla critica internazionale. L’autore del libro da cui il film è tratto è il calabrese Gioacchino Criaco che l’ha pubblicato con un editore della Calabria, Rubbettino. Dopo il film ci sarà un dibattito con gli studenti (a Sezze, non in Calabria) sulla legalità con Anna Ferruzzo e Vins Gallico. Lei, è una delle attrici del film di Munzi e Criaco. Gallico è uno scrittore calabrese nato in provincia di Reggio che ha scritto, tra l’altro, un libro di successo che si snoda tra Reggio, i suoi rioni, le sue strade e l’Aspromonte, pubblicato da un editore prestigioso e importante come Rizzoli. L’iniziativa si chiama Cinema&Società". Oltre la Ferruzzo, Gallico e gli studenti al dibattito parteciperanno Gianpiero Cioffredi (Presidente Osservatorio per la Legalità e la Sicurezza - Regione Lazio) e Giovanna Pugliese (Coordinatore Progetto ABC Arte Bellezza Cultura).

Un evento quasi interamente calabrese che rientra nel Progetto per le scuole promosso dalla Regione Lazio (Assessorato alla Formazione, Ricerca, Scuola, Università e Turismo), a cura del Progetto ABC Arte Bellezza Cultura con Roma Lazio Film Commission, Giornate degli Autori, Istituto Luce Cinecittà, in collaborazione con Roma Capitale e il sostegno della Direzione Generale Cinema del MiBACT. Vi sono dentro la Cecchi Gori Entertainment, Mustang Entertainment e Rai Cinema. Attenti! non è un’iniziativa isolata: investe l’intero Lazio, vi saranno altre decine d’incontri con l’obiettivo di una crescita complessiva degli studenti attorno ai temi del cinema, della letteratura, della legalità.

DUE. Obiettivo di questa nota non è informare sul Lazio. Ma capire perché tutto questo non accade anche in Calabria. Il quadro è questo: in Lazio, persone di alto livello, s’impegnano su temi di straordinaria importanza per l’arte e la società dando vita a iniziative che spingono verso la creatività e una visione più ampia della vita. Lo fanno utilizzando (anche) la Calabria, intellettuali e artisti calabresi grazie all’impegno delle istituzioni e di energie importanti della cultura laziale.

Possiamo farlo anche in Calabria? Certo che sì. Abbiamo artisti, letterati, intellettuali, case editrici, un fenomeno largo e inedito di scrittori spesso di capacità e rilievo. Energie spesso penalizzate dalla scarsa attenzione e dal disinteresse largo delle istituzioni a partire dalla Regione e la sua giunta. Abbiamo scrittori importanti, centinaia di ragazze e ragazzi di uomini e donne che si emozionano a scrivere e leggere, a fare film e cortometraggi, a fotografare e produrre con le mani e la mente: quadri, sculture, pittura, musica. Non faccio nomi: servirebbe troppo spazio e dimenticherei molti che avrebbero diritto a critici e ad un circuito di ben altra caratura rispetto a questo. Ma questo mondo è energia vitale, leva possente, potenziale strumento di riscatto e di progresso.

TRE. Non voglio qui ed ora riaprire polemiche, ma è stato un errore grave non mettere in giunta un assessore che si occupasse in modo specifico di cultura e creatività. Cultura e creatività sono presupposti strategici dello sviluppo, delle strategie di ripresa, della spinta indispensabile per la modernizzazione della Calabria. Sono l’unica arma capace di combattere e sconfiggere l’ostilità verso il nuovo di una parte grande delle vecchie classi dirigenti e delle incrostazioni antiche che paralizzano la nostra regione. Senza loro, senza alimentare le loro pulsioni - direi a Oliverio se ne avessi l’autorità necessaria - tutto il resto diventa mille volte più difficile, comunque destinato a restare incompleto, privo della capacità di rottura e dello slancio vitale che serve quanto e più del pane.

Possibile che i ragazzi del Lazio possano vedere e discutere Anime Nere mentre qui, certo grazie a Muzi che l’ha colta rielaborata e rilanciata, esiste la sensibilità artistica che crea capolavori che restano separati e paralleli alla terra che li origina? Invece, qui non sappiamo neanche quale sarà il destino (se sarà) di Film commission. Dobbiamo rassegnarci al fatto che queste forze decisive non possano e non debbano incontrare mai le istituzioni e che invecchino e/o emigrino senza mai diventare processo virtuoso per la Calabria? Che quel mondo, senza istituzioni a sorreggerlo e implementarlo debba perfino difendersi per non venire travolto dalle ondate regressive che, incapaci di cogliere le opportunità straordinarie di arte creatività e cultura, bloccano la crescita civile di cui la Calabria ha tanto bisogno anche per liberarsi dalla ‘ndrangheta e dagli altri fenomeni negativi?