Reggio, Attendiamoci costruisce “L'isola che non c'è”

Reggio, Attendiamoci costruisce “L'isola che non c'è”
foto attendiamoci home Mercoledì scorso la prima del Musical ispirato alle canzoni di Edoardo Bennato su Peter Pan. Sul palco i giovani e i volontari dell'associazione per sostenere le attività della Onlus.

Dagli studenti di medicina a quelli delle elementari, accanto a madri e padri di famiglia. La dimostrazione che per divertirsi e divertire, a teatro, essere professionisti aiuta, ma non è tutto. C'è la magia, il piacere di stare insieme, quello di lavorare seriamente – per mesi - senza prendersi sul serio. È così che si dimostra che può esistere “L'isola che non c'è”. Il musical messo in scena dai ragazzi di Attendiamoci, Onlus reggina da 15 anni impegnata nella formazione dei giovani, è un viaggio intensissimo: tutto fatto in casa, dalle scene ai costumi.
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Persino le coreografie, basate sul “Peter Pan” di Edoardo Bennato, sono state pensate, provate e realizzate dai giovani che, tra innumerevoli attività, da anni gestiscono beni confiscati in giro per l'Italia. Una prova di squadra che ha riempito il cine-teatro Odeon e che, per questo, verrà sicuramente replicato.

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Ottime le prove di tutti gli attori, a partire dal protagonista Renato Nicolò, che ha dato voce a un intenso ritratto del “Ragazzo-che-non-vuol-crescere”, passando per la Wendy comica e trasognata dipinta da Chiara Cariello e per un divertentissimo Angelo Parisi nei panni di Spugna, il fedele pirata ubriacone sempre (o quasi) al fianco di un Capitano Uncino tutto risate, portato alla vita da Carlo Guarna. Questi e molti altri personaggi che gli attori – tutti amatori – hanno portato in scena, hanno guidato i 500 dell'Odeon in un autentico viaggio, divertente per i piccini e fonte di riflessione per chi non abita più sull'isola che non c'è: i grandi. Suoni, colori, interazioni con il pubblico che si alza in piedi compatto – adulti compresi – per gridare: “Io credo nelle fate”. Un'impresa che quasi “costringe” gli spettatori a sognare l'isola immaginata da James Barry. Quella stessa isola che i ragazzi di Attendiamoci realizzano ogni giorno a Reggio, Roma, Milano, Pavia e Siena. Un sogno che non esiste, fin quando qualcuno non lo trasforma nell’isola che c’è.

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