OLD CALABRIA, da Norman Douglas a Torre Camigliati

OLD CALABRIA, da Norman Douglas a Torre Camigliati
oldCalabria  Norman Douglas, scrittore protagonista del Grand Tour, narra l’altipiano silano dopo un lungo soggiorno in Calabria. Arriva nei primi del Novecento ed è subito affascinato dai paesaggi inesplorati del territorio calabro nonché dai volti e dagli usi della gente comune che abita questi luoghi.  Il diario di bordo di Douglas diventa un celebre libro, Old Calabria, che descrive impressioni e curiosità del suo viaggio.

E proprio dall’opera straniera forse più rappresentativa della regione prende nome il parco letterario Old Calabria, situato a Camigliatello, in Sila, voluto e gestito dalla Fondazione Napoli Novantanove, un’istituzione privata che opera nella valorizzazione delle risorse culturali.

Mirella Stampa Barracco, presidente della Fondazione, racconta: “Siamo molto grati a questo progetto che ci ha consentito di approfondire e valorizzare, come non mai prima, i luoghi, le persone, le risorse, le tradizioni, i problemi di un percorso non solo geografico, ma ricco di meraviglie ancora troppo poco conosciute”.

Nell’elegante parco naturale di oltre 60 ettari c’è la Torre Camigliati (monumento di interesse nazionale), punto d’incontro per i visitatori e in passato residenza dei baroni Barracco. È stata riaperta nel 2001 dopo un attento restauro conservativo e strutturale che evidenzia le peculiarità della residenza. All’interno del palazzo baronale, e in alcuni casolari adiacenti, è possibile soggiornare in accoglienti stanze arredate in stile patrizio. Per promuovere attività culturali, la struttura ospita due sale per convegni attrezzate con le moderne tecnologie di comunicazione, una biblioteca e un bookshop.

Dal 2005 al parco Old Calabria si è aggiunto il museo La Nave della Sila, costruito nella originaria vaccheria della Torre, curato da Gian Antonio Stella, con l’obiettivo di far conoscere e soprattutto far ricordare le sofferenze, le tragedie e i successi dell’emigrazione italiana. La visita si snoda attraverso gigantografie di immagini straordinarie, in larga parte sconosciute, accompagnata da una voce narrante. Nel 2013 la Fondazione ha realizzato, grazie a un contributo europeo, la sezione dell’immigrazione con una video installazione, Mare madre, in un container adiacente al museo.“La Calabria da terra di partenze è diventata terra di arrivi e bisogna essere pronti, almeno spiritualmente, a questa nuova prova. La difficile organizzazione dell’accoglienza la si vive in questi giorni in tutta Europa”, aggiunge Mirella Stampa Barracco.

Le due strutture, parte entrambe di un unico  progetto culturale, voluto e seguito dalla Fondazione Napoli Novantanove, guardano al futuro della Sila, sempre alla ricerca di nuovi spunti per aggiornare le possibilità di incidere e coinvolgere non solo il pubblico di viaggiatori e turisti, ma altresì la comunità locale. Anche quest’estate all’Old Calabria è in corso la rassegna Incontri nel Parco, giunta alla quindicesima edizione: dibattiti, presentazioni di libri e proiezioni di film per tutto il mese di agosto (per ulteriori informazioni www.oldcalabria.it e www.lanavedellasila.org).