Direttore: Aldo Varano    

Il presidente della Comm. spec. di Vigilanza Chizzoniti su Fincalabra-Calabra IT

Il presidente della Comm. spec. di Vigilanza Chizzoniti su Fincalabra-Calabra IT
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Si trasmette, qui di seguito, nella sua stesura integrale, la missiva che il presidente della Commissione Speciale di Vigilanza avvocato Aurelio Chizzoniti ha inviato al Vice Presidente della Giunta regionale della Calabria Antonella Stasi, ai Capigruppo consiliari, al Procuratore Capo della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro dott. Antonino Vincenzo Lombardo e al Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro dott. Gerardo Dominijanni:

“Non conosco il motivo per il quale la ‘De Rose Corporation’, probabilmente incoraggiata dalla fin qui non molto incisiva attenzione riservata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Catanzaro alle tenebrose vicende Fincalabra–Calabra IT e dintorni o forse perché vittima di incontrollati sussulti di protervia ed arroganza politica, ritiene comunque di poter sfacciatamente ordire raffinate trame volte ad assicurare l’oscena continuità operativa tentando di piazzare l’Ing. Antonio Idone ai vertici di Fincalabra SPA. Umiliando anche l’inimitabile Richelieu!. Soluzione quanto mai gradita al Signor De Rose, al Dirigente Monea e soprattutto all’assessore regionale Demetrio Arena che, non a caso, nel corso dell’ultimo incontro sindacale gelò tutti respingendo le proposte formalizzate dai sindacati nell’interesse dei lavoratori affermando ‘compos suis’: ve la vedete con il nuovo Presidente di Fincalabra!. Sarà stato quindi soltanto un caso, una occasionale coincidenza se nel corso dei lavori dell’ultima Giunta regionale lo stesso si è speso ultra vires per assicurarsi le prestazioni dell’Ing. Idone offrendo, ex plurimis, un ulteriore dimostrazione di piena integrazione ad una societas sceleris che non intende mollare la preda di Fincalabra SPA. Il blitz dell’assessore reggino, ormai organico a disegni Politico - Istituzionali a dir poco diabolici e perversi che coinvolgono anche il sempre più serpeggiante Attilio Funaro, usato dalla confraternita esattamente come i Sovietici usavano i Bulgari durante la guerra fredda, è stato sventato grazie alla sensibile e lodevole reazione di diversi capigruppo ed assessori. Trattasi del Vice Presidente di Fincalabra SPA, già spericolato artefice delle selezioni-truffa oggetto di pertinenti indagini, nonché sistematico feroce oppositore al transito previsto per legge, dei 132 dipendenti di Calabria IT a Fincalabra SPA. Lo stesso, (che non ha trovato il tempo per sottoscrivere l’accettazione della carica nel CDA di Fincalabra e neanche quello di produrre la situazione patrimoniale, eludendo l’espressa previsione di cui all’art. 9 della L.R. n. 39/95), nonostante la conclamata decadenza dal CDA sancita dal collegio dei Sindaci, avvia subdoli contatti con le forze sindacali stipulando una discutibile pace separata ignorando sfrontatamente la già ribadita nullità degli atti assunti con il conforto, guarda caso, del mentore Arena. In un’era scandita da Pontefici che si dimettono, teste coronate che abdicano, sarebbe quanto mai opportuno conoscere le vere ragioni per le quali nessuno del cerchio magico di De Rose intende lasciare la poltrona a Fincalabra e tutti stranamente concordano nella reiterata violazione dell’art. 1 c.4 della L.R. 24/13, espellendo dai circuiti produttivi ben 132 lavoratori di altissimo profilo professionale. Sono certo che le grandi manovre, le subdole strategie, gli infidi intrecci che si muovono a sostegno della designazione dell’Ing. Idone a Presidente della Fincalabra SPA, non solo non sfuggiranno alla sensibilità dei componenti della Giunta regionale e dei capigruppo di maggioranza e minoranza ma certamente sfoceranno in atti concreti da parte della Procura adita perché, diversamente, chi delinque impunemente ormai da tanto tempo finisce con il convincersi della legittimità del proprio operato. Semiramide docet!. Se in una terra martoriata quale è quella Bruzia, anche la Magistratura non fornisce risposte a chi si rivolge alla stessa con grande fiducia e doveroso rispetto, l’unica opzione che residua - galleggiando alla deriva di una sempre più mesta e mortificante delusione - è quella di cambiare emisfero!. Soprattutto sul versante del mondo giovanile. Ma poi non si dica strumentalmente che in Calabria nessuno si rivolge alla Legge!”.