Direttore: Aldo Varano    

Naccari su programmazione fondi europei

Naccari su programmazione fondi europei
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Anche i bambini sanno che in Italia non si è in grado di spendere interamente le risorse comunitarie.
Il dibattito in questi anni e in particolare in questi ultimi mesi è ricchissimo di spunti e idee. Cosa fa quindi la Calabria con la nuova programmazione 2014-2020? Non se ne occupa. Non affronta uno dei molteplici nodi che stanno alla base dei problemi che hanno determinato 6,4 mld di euro di avanzo di amministrazione, circa 12 punti di Pil regionale. Ma chiaramente una regione come la nostra ….. può farne a meno!
Quindi vara un programma operativo che di operativo ha ben poco. In nome della ristrettezza dei tempi la maggioranza di centrodestra rifila ai calabresi il consueto programma "copia e incolla".
Ci saremmo aspettati di trovare nel piano non più soltanto la trasposizione acritica di priorità di investimento, di obiettivi specifici e di azioni pre-confezionate nell'accordo di partenariato, ma piuttosto soluzioni operative atte a rimuovere le cause che hanno prodotto la condizione di forte ritardo
strutturale della precedente programmazione, su tutte la lentezza con cui la macchina regionale produce spesa, lentezza che viene cristallizzata nei fondi europei dove la spesa certificata per questa Regione sul FESR rimane incomprensibilmente sotto il 40% anche nell'ultima rilevazione effettuata dalle strutture ministeriali nel maggio scorso.
Realizzare gli investimenti nei tempi assegnati dall'unione europea, vuole dire creare sviluppo senza incontrare criticità finanziarie.
Ci saremmo aspettati allora che in questo programma vi fosse un’attenzione particolare alla programmazione dei flussi finanziari di spesa, all'introduzione di strumenti di verifica e gestione del suo andamento in
grado di assicurare un momento di raccordo tra le politiche ordinarie e le politiche dei fondi europei.
La correlazione tra piani e leggi regionali di settore e quanto previsto da questo Programma è uno strumento indispensabile per innescare veri e proprie azioni di crescita

Avremmo voluto un piano finanziario che non si limitasse ad indicare le risorse finanziarie per asse, ma che ne proiettasse l'andamento per l’intero periodo 2014-2020 con un livello di dettaglio ancor più analitico
per priorità di investimento ed obiettivo specifico e che ripartisse le risorse tra le azioni di programma.
Avremmo voluto una struttura della programmazione piu snella e più consona ai dettami dei regolamenti europei sulla concentrazione delle risorse, per non essere ancora una volta oggetto di severe critiche da parte della Commissione
europea in sede di negoziato.
Nulla di tutto ciò è stato fatto e non certo per demerito dell'opposizione che si è vista portare in aula un documento diverso da quello giunto già in palese ritardo, 3 giorni prima della seduta del consiglio, in commissione bilancio disattendendo così lo spirito della legge regionale n.3/2007 che nell'attribuire al Consiglio l'approvazione dei programmi operativi riteneva che i documenti dovessero essere espressione di sessioni comunitarie del Consiglio, con cui approfondire i temi e le scelte di politica regionale. Uscire dall'aula l'unico gesto possibile per prendere le distanze da questa maggioranza.

Demetrio Naccari Carlizzi