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CZ. Visita sottosegretaria al Lavoro, Teresa Bellanova, in provincia di Catanzaro - Resoconto delle quattro tappe

CZ. Visita sottosegretaria al Lavoro, Teresa Bellanova, in provincia di Catanzaro - Resoconto delle quattro tappe
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La sottosegretaria di Stato al Lavoro, Teresa Bellanova, ritorna nella provincia di Catanzaro per sentire dalla voce dei lavoratori preoccupazioni e rabbia delle tante vertenze che aspettano risposte concrete, da troppo tempo. La solidarietà non basta, così come non è più sufficiente – come dice la stessa sottosegretaria – “fotografare la situazione: fatta la fotografia dobbiamo anche dire come la incorniciamo dentro quella proposta risolutiva”.
Il tour catanzarese – nel corso del quale è stata accompagnata dal segretario provinciale del Pd Enzo Bruno, dal dirigente regionale Giovanni Puccio, dal responsabile Lavoro della segreteria provinciale Davide Zicchinella, da Rosario Bressi della segreteria regionale, dal consigliere regionale Antonio Scalzo e i componenti della segreteria provinciale – è iniziato dalla sede del Polo oncologico a Germaneto dove ha incontrato i lavoratori della Fondazione Campanella. Alla partecipata assemblea erano presenti anche i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil, rispettivamente Alfredo Iorno, Antonio Bevacqua e Francesco Caparello, i consiglieri regionali Antonio Scalzo e Francesco Sulla, i consiglieri comunali Roberto Guerriero e Lorenzo Costa.
“Siamo stanchi - ha detto una lavoratrice - di essere presi in giro dalle istituzioni. Dopo che ci sono state proposte soluzioni strane, come quella di costituirci in cooperativa, la conclusione è che la Fondazione Campanella verrà chiusa. Noi, invece, chiediamo solo che si trovi una soluzione accettabile e ci si consenta di continuare a lavorare”.
“Il richiamo ad un’attenzione particolare verso la Calabria - ha sostenuto la sottosegretaria Bellanova - è fuori luogo perché questo esecutivo ha dimostrato in più occasioni, anche su questioni particolarmente delicate, di avere attenzione per questa terra. Con risorse pubbliche qui è stata portata avanti una gestione pessima della struttura. Adesso, noi abbiamo il dovere di farci carico di capire come possiamo sostenere un progetto di rilancio senza cadere nella propaganda e dicendo alle persone che la situazione è difficile ma che ogni strumento, ovviamente tra quelli che dipendono dal governo nazionale, sarà utilizzato. Con altrettanta chiarezza diciamo, però, che è l’ente Regione che deve farsi carico fino in fondo di alcuna scelte. Una di queste è quella di non dissipare le risorse su progetti di ricerca concentrandole. Se questo è il polo oncologico di eccellenza che la Calabria deve avere ogni sforzo deve essere compiuto. Allo stato attuale, tuttavia, chi ha deciso questo obbrobrio giuridico non è stato il Governo nazionale”.
In relazione alla possibilità di un utilizzo degli ammortizzatori sociali, il sottosegretario ha sostenuto che “siamo impegnati in un'azione poderosa di riforma di questi strumenti utilizzati spesso per addormentare le coscienze. Gli ammortizzatori sociali devono essere strumenti che mettono in condizione di traghettare da situazione di difficoltà in situazioni di risanamento”.
La sottosegretaria Bellanova si è, quindi, spostata alla volta di Girifalco dove ha tenuto una conferenza stampa nella sala consiliare del Comune, invitata dal capogruppo democratico Roberto Iozzi e dal segretario dimissionario del circolo Pd, Mauro Vitaliano, alla presenza del segretario nazionale della Scl – Cgil, Roberto Saccone, e dei segretari regionali di Scl Cgil, Uilcom e Cisl, rispettivamente Daniele Carchidi, Fabio Guerriero e Franco Canino. La sottosegretaria ha anticipato ai lavoratori presenti della filiale girifalcese dell’azienda Infoconctat quello che ha poi ribadito ai tanti colleghi che si sono ritrovati nel piazzale della sede di San Pietro lametino: l’attenzione del Governo per un settore che non può più essere considerato un “parcheggio” visto che rappresenta unica fonte di reddito per circa 80 mila famiglie. “Quello che succede in Infoconctat è lo specchio di quello che succede nel settore in tutto il Paese – ha affermato Saccone -. In un momento in cui la disoccupazione giovanile è arrivata al 47 per cento, i call center non sono più settori di passaggio, sono diventati dei posti luoghi di lavoro, nel frattempo è nata una forte professionalità. E' tempo di non affrontare più il problema della singola crisi: occorre un intervento strutturale. Queste persone non reclamano ammortizzatori sociali, queste persone vogliono stabilità lavorativa”. “Da Girifalco ci è arrivata una richiesta di attenzione, la succursale di un call center che chiude in un Paese come questo crea difficoltà enorme – aveva anticipato il segretario Enzo Bruno -. Lo stesso Comune che ancora soffre della chiusura del più grande ospedale psichiatrico della Calabria. Tutti i livelli del partito hanno risposto all'appello del sindaco per dare voce ai lavoratori”.
Alla tappa di San Pietro Lametino, dove megafono alla mano, la sottosegretaria porta ai lavoratori di Infoconctat la notizia che la vertenza calabrese è diventata di portata nazionale, visto che giovedì 7 agosto alle 14 sarà al tavolo del ministero dello Sviluppo economico, la sottosegretaria Bellanova vuole parlare energicamente a tutti scegliendo la via dell’assemblea del piazzale. Intanto, è stata raggiunta anche dal segretario regionale del Pd e deputato Ernesto Magorno, dal sindaco di Lamezia Gianni Speranza, presente tra gli altri anche il senatore Giuseppe Petronio, capogruppo democratico nel consesso lametino che per primo ha portato all’attenzione della politica e delle istituzioni la vertenza che interessa oltre mille lavoratori. I segretari regionali di Uilcom Uil Fabio Guerriero e Scl Cgil Daniele Carchidi, e il segretario nazionale della Scl Cgil Roberto Saccone hanno potuto raccogliere, quindi, in diretta la convocazione per il tavolo di concertazione nazionale.
“Il settore dei call center merita la stessa dignità degli altri comparti. Spesso è stato considerato come settore-rifugio, per fare reddito e passare oltre. Questa è una lettura vecchia – ha detto il sottosegretario Bellanova - non ci sono settori maturi e altri che hanno prospettive: dipende dagli investimenti e dalle politiche strutturali. All'interno di queste aziende ci sono persone che lavorano da un decennio e spesso il calla center rappresenta l'unica fonte di reddito delle famiglie. Noi non ci possiamo permettere di perdere nemmeno un posto di lavoro, dipende dal governo e dalle scelte che le imprese fanno: noi faremo la nostra parte per rendere sempre più stabile il settore”.
“Serve uno strumento che agisca sulla norma e sulla contrattazione. So che non è semplice - ha detto il sottosegretario - troveremo il modo di superare gli ostacoli e le difficoltà, ma noi dobbiamo lavorare con sapienza e serietà. Dobbiamo saper dire dei no e assumere una posizione rispetto a chi non collabora per la posizione dei problemi. Così come serve una seria riflessione sugli incentivi al settore che occupa più di 80 mila persone: quello dei call center è un settore a cui bisogna riconoscere una dignità, anche perché in questo ambito sono state sviluppate importanti professionalità che devono essere tutelate. Ecco perché – dice ancora il sottosegretario al Lavoro – bisogna cambiare il sistema di valutazione nel garantire il sostegno alle imprese del settore, per evitare che in questo modo si finisca per drogare l’economia”. La posizione del Governo, anche per combattere l'utilizzo del lavoro nero e illegale, è quella che "il costo del lavoro venga tenuto fuori dalle gare al massimo ribasso”. La presenza del sottosegretario al Lavoro, hanno affermato i rappresentanti sindacali “è una chiara testimonianza della massima attenzione che il governo sta prestando alla vertenza Infoconctat”.
La tappa catanzarese della sottosegretaria Bellanova si è conclusa a Maida per una iniziativa pubblica sul Lavoro. “Non ci bastava esprimere solidarietà ai lavoratori – ha detto il responsabile Lavoro della segreteria provinciale, Davide Zicchinella - volevamo come partito provinciale, cercare le condizioni per far diventare questi problemi nazionali, farli arrivare sui tavoli ministeriali, visto che non possono essere vicende relegate ai confini regionali. Il Partito democratico ha questa funzione: farsi carico dei problemi per trovare soluzioni”.

Ufficio stampa – Segreteria provinciale Pd Catanzaro