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Calabria, Dalila Nesci (M5S) scrive a Matteo Renzi una lettera durissima sulla sanità regionale

Calabria, Dalila Nesci (M5S) scrive a Matteo Renzi una lettera durissima sulla sanità regionale
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Signor Matteo Renzi,
lo scorso 26 marzo lei venne a Scalea (Cosenza), comune già sciolto per ‘ndrangheta. Con tono fermo, disse: «Prometto di non lasciare indietro nessuno ma la battaglia per la legalità dovete farla voi».
Per questa «battaglia», signor Renzi, ci siamo attrezzati di pazienza e sopportazione, lasciandola ai tweets, al suo ego infinito o, se preferisce, ai «mille giorni» di costruzioni “Lego”. Come Cinque Stelle abbiamo scoperto e denunciato pesanti irregolarità della giunta della Calabria, che fuori della legge ha piazzato amici e compari ai vertici della sanità e di enti regionali, tanto paga il popolo.
Inoltre, abbiamo chiesto, inascoltati, il rispetto della democrazia. Ricorda, signor Renzi, che in Calabria le sue truppe del Nuovo Centrodestra e di Forza Italia – che sotto la sigla Pdl ebbero tre consiglieri regionali arrestati per ‘ndrangheta – hanno imposto una legge elettorale incostituzionale, che il suo governo ha poi impugnato con netta ipocrisia, come se non fosse della stessa parte politica?
Di sguincio osservo che il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha elencato in una famosa relazione le porcherie della Regione Calabria circa spese pazze e bilanci fallimentari: sprechi a palate, dirigenti abusivi e operazioni sconce di sinistra e destra, poiché «l’unione fa la forza», sempre nella somma impunità.
Ora, la bicicletta l’ha voluta lei, signor Renzi, ma non vuol pedalare. Le piace vivere nell’irrealtà del suo sistema parallelo, di apparenza, vuotezza e slogan. Mentre lei, signor Renzi, conta le visite sui social e si sente «il miglioratore del mondo», qui in Calabria si muore per nulla. Gli ospedali sono finiti, il suo governo ha deciso di chiuderli e di affidare al caso la vita di pazienti ed ammalati.
Mi dica che ci state pensando, mi dica che lo sblocco delle assunzioni nella sanità è una priorità del suo governo di docce col secchiello. Mi dica che domani stesso nominerete il commissario per il Rientro dal debito sanitario della Calabria, di cui vi siete dimenticati da quattro mesi, talmente eravate sommersi di messaggi Facebook e faccine WhatsApp da ricambiare.
Vede, a Vibo Valentia, che è la mia provincia d’origine, si sta spegnendo anche l’ultima speranza. Non ci sono i livelli essenziali d’assistenza: mancano medici, infermieri e condizioni di normalità. A Catanzaro i malati oncologici dovranno patire per una marea di errori e promesse fasulle della politica, che ha lasciato indietro tante persone per garantirsi posti e carriere.
Ecco, io vorrei che per una volta facesse il ragazzo serio, signor Renzi: vorrei che andasse ai fatti, rispondendo ai drammi della Calabria, che per la sanità ha condizioni da luoghi di favelas.
Per l’ultima volta le chiedo, signor Renzi, di nominare il commissario per il Rientro, col quale c’è l’urgenza di affrontare tutti la riorganizzazione dei servizi sanitari, eliminando favori di suoi alleati calabresi a loro soci.
Sto tenendo il tempo, signor Renzi. Non ne perda altro.
Dalila Nesci
deputato, M5S