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Barbanti (M5S) : La Bce, Draghi e quella telefonata di troppo alla Merkel

Barbanti (M5S) : La Bce, Draghi e quella telefonata di troppo alla Merkel
ReP
 

La montagna ha partorito un topolino, o, se vogliamo dirla in altri termini, si vuole curare un cancro con un’aspirina. L’”annuncite” ha colpito anche il board della BCE che, nella riunione odierna, ritenuta cruciale per le sorti dell’economia dell’area Euro, ha varato delle misure di rilancio banali e già sperimentate senza molti effetti positivi, quando tutti invece attendevano che il più volte dichiarato bazooka sparasse. E anche forte.

E’ segno evidente che le parole di Schaeuble (“su rigore e flessibilità le parole di Draghi sono state fraintese”) e la telefonata con la Merkel hanno avuto un peso enorme in questa decisione. Già, perché se le misure appena varate avranno un effetto positivo contro la recessione e la deflazione, l’entità di tale effetto sarà differenziata da nazione a nazione. Il taglio dei tassi (da 0,15% a 0,05%) comporta infatti una svalutazione della moneta unica e un rialzo dei corsi azionari con conseguente beneficio per le esportazioni. In questo contesto la Germania vedrà incrementare ulteriormente il suo export e migliorare ancor di più il suo saldo della bilancia commerciale, rischiando di aggravare quella che è stata da molti additata come una delle cause degli squilibri economici nella zona Euro.

La riduzione del tasso sui depositi BCE (da -0,1 a -0,2%) e del tasso sulle operazioni di rifinanziamento marginale (da 0,4% a 0,3%) dovrebbe incentivare le banche ad investire la liquidità invece che parcheggiarla nella BCE. Ma l’erogazione del credito è destinata all’economia reale laddove il contesto economico è più roseo e le imprese sono più solide; diversamente saranno risorse che saranno dirottate sui mercati finanziari. E questo è ancora una volta il caso della Germania che mostra un tessuto imprenditoriale vivo, dinamico e robusto con ovvie buone ripercussioni sulla rischiosità del credito.

L’unica misura, ancora solo annunciata, degna di rilievo è l’operazione di acquisto degli ABS, la cui operatività dovrà ancora essere normata. Anche questa, però, se fatta in maniera molto timida (e mi riferisco ai parametri di bontà del credito da acquistare) rischierà di avere impatti modestissimi nel conseguimento degli obiettivi suesposti. Eppure qualcosa si è rotto. Che le misure appena descritte non fossero l’ottimo lo insegna l’esperienza giapponese, ce lo dicono gli economisti (che tra l’altro dichiaravano la crescente inutilità del taglio dei tassi al loro approssimarsi allo zero) e lo si legge tra le righe nell’approvazione in maniera “non unanime” delle stesse. Ma si sa: il buono è nemico dell’ottimo e l’unica consolazione rimasta è che la prossima volta, vuoi altro per mancanza di ulteriori armi, il bazooka non potrà non sparare.

Sebastiano Barbanti
Cittadino eletto alla Camera