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Il saluto del Vicepresidente del Consiglio regionale Alessandro Nicolò per il nuovo anno scolastico

Il saluto del Vicepresidente del Consiglio regionale Alessandro Nicolò per il nuovo anno scolastico
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Messaggio del Vicepresidente del Consiglio regionale, Alessandro Nicolò, per l'avvio dell'anno scolastico.
"Esprimo i più fervidi auguri ai rettori, ai dirigenti scolastici, al corpo docente, al personale Ata, di ogni ordine e grado, agli studenti calabresi per l'inizio del nuovo anno scolastico. La Calabria, com'è noto, lega molto dei suoi destini alla formazione delle persone, strumento imprescindibile per un'auspicata crescita culturale che punti decisamente alla qualità, e dunque, alla meritocrazia.
Il sistema scolastico calabrese, nonostante l'impegno degli operatori ad ogni livello, denota ritardi soprattutto nelle dotazioni infrastrutturali che pesano considerevolmente sul piano organizzativo e sulla efficace operatività della formazione. L'insufficienza di aule, di livelli di accoglienza, come i pensionati universitari, di dotazioni tecnologiche a supporto della didattica, inficiano effettivamente la qualità ed i tempi della formazione. Non si tratta certamente di aspetti marginali, ma di ataviche criticità che hanno influenza profonda nell'accesso ai saperi, nella fruibilità piena dei servizi e, quindi, sui caratteri stessi della trasmissione degli apprendimenti.
E' inoltre significativo, e induce preoccupazione, il dato crescente relativo all'abbandono scolastico.
E' una 'malattia' che miete centinaia di giovani e giovanissimi, le cui famiglie, per ragioni plurime, non sono spesso in grado di intervenire per correggere questa pericolosa tendenza: il disagio sociale è diffuso, moltiplicato dalla crisi economica che falcia soprattutto le fasce sociali meno abbienti e ne riduce sensibilmente le capacità di reazione.
La questione, allora, richiama le responsabilità della politica, che ha non solo l'obbligo di interrogarsi sui motivi di taluni fenomeni che sembravano ormai sconfitti con l'introduzione della scuola dell'obbligo, ma di proporre in sintonia con chi opera quotidianamente sul campo, con il sistema delle autonomie locali, gli efficaci rimedi per riportare bambini e giovanissimi sui banchi di scuola. La posta è davvero alta e non riguarda soltanto le prospettive e la sfera dei singoli, ma interroga il destino, il futuro della nostra terra.
In questi anni abbiamo assistito ad una continua emorragia che ha portato dalla Calabria verso il resto del Paese e nel mondo intero decine di donne ed uomini formatisi nelle scuole e negli atenei calabresi, per ragioni di lavoro.
Con la loro partenza è venuto meno un pilastro importante su cui erigere l'avvenire delle nostre comunità.
Sono perdite che ci impoveriscono e che privano la Calabria delle capacità intellettuali che sono alla base del saper fare e dell'innovare. Ma non solo: rendono ulteriormente debole la società che rimane senza gli anticorpi sufficienti per imprimere vitalità ai quei caratteri valoriali che sono l'elemento cardine per arginare significativamente la cultura criminale e mafiosa, il ricorso al facile arricchimento, la sopraffazione sistematica e la non curanza dei più deboli. Per tali ragioni, concludo rivolgendo un appello ai sindaci, alla Chiesa, agli operatori sociali impegnati sul territorio, affinché sostengano diuturnamente i bisogni di tutte quelle famiglie che non riescono compiutamente a provvedere ai loro figli per recuperarli così alla frequentazione scolastica in maniera assidua, liberandoli dalle perfide occasioni che purtroppo si consumano quotidianamente ai danni dei più deboli e dei più emarginati".
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