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DAVIDE SERGI (M5S). Lettera alla Lorenzin mentre visita gli ospedali calabresi

DAVIDE SERGI (M5S). Lettera alla Lorenzin mentre visita gli ospedali calabresi

Egregio ministro, Le invio la presente non già in qualità di candidato alle prossime elezioni regionali, bensì come cittadino calabrese. Le avrei scritto questa mia lettera anche nel caso in cui non fossi stato impegnato in prima persona per provare a cambiare questa terra. Ed il cambiamento per questa terra non può non passare per la Sanità. E' questa infatti uno dei pilastri sui quali si basa sia la qualità della vita di un popolo che la fiducia che lo stesso pone nei confronti dei propri amministratori. Siano essi locali che centrali.

Ho letto che la Sua visita all'interno della sanità calabrese si protrarrà per ben quattro giorni toccando tutte le province ed i punti nevralgici dei servizi sanitari calabresi. Sono certo che questo Suo interesse non sia una mera passerella in vista delle vicine elezioni regionali per qualche candidato a Lei vicino da sponsorizzare e sono altresì convinto che prenderà debita nota di tutte quelle storture e disservizi con i quali i calabresi devono lottare quotidianamente. Perché se è vero che con la crisi che attanaglia il paese è dura andare avanti -per chi fa parte del popolo- è indubbio che è molto più duro farlo quando sai che chi si occupa della tua salute lo fa con strutture fatiscenti, con tempi di reazione che spesso fanno la differenza tra la vita e la morte, con apparecchiature che spesso, pur essendoci, mancano dell'operatore che le metta in funzione.

Non dubito che durante le Sue visite odierne a Reggio Calabria prima ed a Melito Porto Salvo poi, le verranno fatti notare i biblici tempi di attesa degli Ospedali Riuniti, troppo spesso con solo un medico disponibile e con pochi infermieri, i quali fanno i salti mortali per dare risposte ed assistenza alle interminabili code che tutti i giorni e tutte le notti si formano. Per dare risposta a quel codice rosso che è sempre in esubero rispetto al personale, e quel codice giallo che aspetta anche otto ore, pur pagando il SSN. Per dare risposta a quelle ambulanze che mancano per soccorrere i reggini in difficoltà.

Non dubito che le verrà fatto notare come l'Ospedale di Melito Porto Salvo, un tempo un sicuro punto di riferimento per un'ampia fetta di popolazione della provincia jonica di Reggio Calabria sia, di fatto, chiuso. Un'ulteriore cicatrice inferta ad una popolazione che deve vivere anche con il terrore di non potersi permettere di essere vittima della fatalità. Quella fatalità che in altre parti d'Italia sarebbe un'esperienza da raccontare e che, ove avesse la sventurata idea di farsi viva a trenta, quaranta, sessanta chilometri da Reggio Calabria, potrebbe trasformarsi in tragedia per i tempi di trasferimento necessari per il primo soccorso.

Non dubito altresì che nelle Sue successive visite a Catanzaro, Crotone, Cosenza, Le verranno sottoposte le rispettive criticità. Non dubito che verrà a conoscenza di tutte le carenze sanitarie pubbliche che affliggono una terra il cui popolo non merita di dover sperare di non doversi ammalare e che quando ciò accade pensa immediatamente ad andare a farsi curare a Milano, a Brescia, a Varese.

Non dubito che Lei sappia quanto ciò sia poco conveniente in termini sia pratici che d'immagine per il ministero che dirige. Ma sopratutto non dubito che Lei sappia quanto ciò sia ingiusto ed indegno di un paese che si fregia di essere civile.

Davide Sergi