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Tilde Minasi: riflessione su attuale condizione centrodestra

Tilde Minasi: riflessione su attuale condizione centrodestra

A bocce ferme ed analizzando dati e numeri, al di là del già sviscerato crollo dell'affluenza alle urne, non può sfuggire, anche ai più disattenti e non addetti ai lavori, la condizione attuale del centrodestra che il voto ha, come è palese, cristallizzato.
Non si tratta ovviamente di riflessioni inerenti i singoli partiti, o i singoli candidati ma di una considerazione generale sulla coalizione e sulla spaccatura che, inevitabilmente, si è creata a causa di una serie di fattori che è superfluo ripercorrere.
Divisione che, però, ha contribuito in larga parte a disorientare i cittadini insieme ad una campagna elettorale sulla quale è pesato il ritardo nelle scelte nonostante l'impegno strutturato e serio messo in campo da Wanda Ferro e la sua determinazione.
Da più parti si levano cori che invitano ad una ripartenza, e, a mio avviso, una sconfitta non può che rappresentare, a questo punto, lo stimolo giusto.
Ad un diverso corso del centrodestra reggino e calabrese, alla luce di quanto avvenuto nella recentissima competizione, non servono quindi polemiche sterili o j'accuse, bensì una riflessione più accentuata sui percorsi intrapresi e sul dove si intende andare.
Condizione essenziale per rendere produttiva la fase che si sta registrando è quella di tornare ad essere presenti e disponibili all'ascolto al di là degli incarichi, aprendo su questa imprescindibile esigenza un dibattito soprattutto tra chi crede che si debbano assolutamente abbandonare certe logiche e far in modo che determinati accadimenti (nelle cronache delle ultime ore, ad esempio, l'incredibile questione romana) non si insinuino più ad ostacolare la fiducia dell'elettore nelle istituzioni e in chi le rappresenta.
Fare rete tra quegli uomini e quelle donne che, con rettitudine e volontà, intendono dare senso all'essenza più pura, che poi è quella primaria, della politica: uscire dalle stanze, ritrovarsi all'insegna di quelle qualità positive e propositive di cui si è ricchi e dar vita ad un dialogo costante che permetta di confrontarsi ancor meglio e più a fondo con le esigenze della Calabria.
Di questo c'è bisogno. Da questo si deve ripartire affinché la naturale alternanza che si vive in politica possa tornare a premiare un centrodestra che ha solo da imparare dai suoi errori e dai passi incerti che ne hanno contraddistinto l'ultimo periodo.
Per quanto mi riguarda, oltre a ringraziare chi ha voluto attribuirmi la sua fiducia, proseguirò nel mio impegno a prescindere dalla non rielezione, poiché resto ferma nella mia convinzione e cioè che non servono ruoli per continuare a trovarsi vicino alle persone ed ai territori ma soltanto la volontà di continuare a farsi cassa di risonanza dei bisogni che essi esprimono.
Ritengo che questa debba essere la strada da imboccare per una ricostruzione che faccia, appunto, da base per modulare delle condizioni differenti e garantire uno slancio ai partiti che intendono mantenere vivi i valori di un centrodestra unito e poco incline a indecisioni, trasformismi e criteri di favoritismo di qualsiasi natura.
E proprio sulla scia di queste considerazioni, vorrei invitare coloro che ritengono sia giunto il momento di avviare questo genere di riflessione ad andare avanti in maniera unita sui binari di una rifondazione che non può più attendere.


Tilde Minasi