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N. Oliverio (PD) su agrumicoltura calabrese

N. Oliverio (PD) su agrumicoltura calabrese

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“L’iniziativa di ieri della Coldiretti Calabria che ha avuto l’attenzione e la grande disponibilità del Presidente della Giunta Regionale Mario Oliverio rappresenta davvero una bella pagina per l’agrumicoltura calabrese”. Lo afferma  Nicodemo Oliverio, capogruppo della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, fedele all’impegno preso a continua a scuotere con grande convinzione l’albero dell’agrumicoltura calabrese e, ribadendo il proprio impegno, dichiara  che “la 26^ iniziativa di raccolta fondi per la ricerca dell'AIRC sarà realizzata quest'anno per la prima volta con le "arance della salute" cioè quelle rosse di Rosarno e Gioia Tauro.”

“Avere arance calabresi che – continua Oliverio - saranno distribuite nelle piazze di sette Regioni italiane e nelle scuole ci inorgoglisce particolarmente e conferma che questo è un prodotto simbolo che fa bene alla salute ma anche all’economia e al paesaggio dei territori. Le nostre arance contengono gli “ antociani”, pigmenti naturali, che danno alle arance rosse tutto il loro colorito ed il loro sapore unico. Ma non solo, sono degli antiossidanti che combattono i radicali liberi (responsabili dell’invecchiamento), svolgono tutta una serie di importanti funzioni fisiologiche e soprattutto sono fondamentali nella prevenzione dei tumori. Insomma, fanno davvero un gran bene. Tutto questo – accentua il parlamentare del Pd – vorremmo trovare tutti i giorni nelle aranciate e la ricetta l’abbiamo: fare tesoro dell’aumento dal 12 al 20% della percentuale di succo di arance nelle bibite e procedere ad innalzare la percentuale di succo, dichiarando in etichetta la provenienza. Un percorso di chiarezza e di eticità, una sicura pubblicità che raccoglierebbe consensi elevati e rilancerebbe il consumo delle bibite. Un contributo fondamentale per cooperare ed evitare la catena di sfruttamento che vorremmo non caratterizzasse più la stagione di raccolta degli agrumi. In molti capirebbero e ciò potrebbe significare per davvero di avere il cuore in Italia potendo contare sull’appeal dell’italianità del prodotto. Questa sarebbe una rivoluzione copernicana. Il tira e molla o le prove di forza messe in atto in questi anni non hanno rafforzato bensì indebolito sui mercati la vendita per alcuni importanti marchi. Chiederò al Ministro dell’agricoltura Martina che la catena di sfruttamento è uno degli esempi di come si danneggia il “made in Italy” e come in negativo si applicano modelli di sviluppo che non sono durevoli e sostenibili.  Questo insieme a Coldiretti  dobbiamo dire alla Coca-Cola ed alle altre industrie magari con un franco confronto ad Expo 2015, che porterà in Italia milioni e milioni di visitatori e portatori di interesse e può essere il luogo nel quale si può dare un messaggio planetario.  Sull’agrumicoltura calabrese non mollerò di una virgola -  assicura Oliverio – perché è di qualità  e vuole essere  protagonista in un contesto di solidarietà civile, di aiuto alla ricerca, di eticità e anche di riscatto. Io – conclude Oliverio - non mi arrendo, continuerò a scuotere con l’importante ed essenziale contributo di Coldiretti Calabria l’albero dell’agrumicoltura con sempre maggiori energie perché ormai si sono  smascherate trappole  e messo in discussione protezioni, certezze e rendite. Il disagio sociale ha toccato i lavoratori extra-comunitari ma anche i produttori agricoli che vedono sottopagato il loro lavoro poiché con meno di 15 centesimi al chilo la filiera non è remunerativa.”