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REGGIO. Cardiochirurgia: la Uil-Flp propone una rete ospedaliera dello Stretto

REGGIO. Cardiochirurgia: la Uil-Flp propone una rete ospedaliera dello Stretto

''La 'storia infinita' relativa alla mancata attivazione della cardiochirurgia, nell'Azienda Ospedaliera Bianchi Melacrino Morelli di Reggio Calabria, non ha ancora raggiunto il suo epilogo, nonostante il clamore suscitato su scala nazionale dalle indagini giudiziarie e dal possibile conseguente danno erariale quantificato in capo a sei ''funzionari'' pari a circa 30 milioni di euro''. Ad affermarlo e' il segretario provinciale di Reggio Calabria della Uil-Fpl, Nuccio Azzara' che aggiunge: ''Colpevolmente non sono state a tutt'oggi individuate le soluzioni che consentirebbero di utilizzare una struttura che per le sofisticate e costose apparecchiature in essa allocate conferiscono, a questa, il carattere dell'avanguardia sanitaria. La Uil-Fpl - prosegue il sindacalista - avanza una proposta che consentirebbe il pronto decollo della struttura. Nelle more della definizione dello sblocco del turnover, l'appena nominato commissario al piano di rientro, dovrebbe e potrebbe autorizzare in via esclusiva assunzioni di personale presso l'Uoc interessata, che consentirebbe l'immediata attivazione della cardiochirurgia. L'incipit - spiega Azzara' - necessiterebbe, altresi', della stipula di apposita convenzione che tecnicamente prevede due ipotesi: convenzione interaziendale pubblico-pubblico e convenzione interaziendale pubblico-privato''.

''La prima ipotesi a tempo determinato da 1 a 3 anni, offrirebbe la possibilita' di prevedere uno scambio con le professionalita' di cui dispone la nostra Azienda, al fine di garantire e migliorare l'assistenza territoriale, compensando parzialmente il servizio. La soluzione che consentirebbe l'immediata attivazione della cardiochirurgia e' agevolmente individuabile nello specificare un'''area dello Stretto'' quale ambito territoriale di azione del sistema ''rete ospedaliera'', istituendo una sinergia tra le citta' di Reggio Calabria e Messina. Infine, premessa l'ingente entita' di fondi pubblici stanziati per la realizzazione della struttura, oltre il valore delle attrezzature biomedicali ivi installate, sarebbe incomprensibile, oltre che non condivisibile, la ratio sottesa ad una diversa soluzione, volta alla stipula di una convenzione pubblico/privato. Sarebbe una sconfitta - conclude il segretario Uil-Flp - per tutta la comunita' calabrese, dover affidare un settore fondamentale della sanita' pubblica, quale il Centro Cuore, realizzato con l'impiego di rilevanti risorse pubbliche, al soggetto privato''.