Direttore: Aldo Varano    

Flora Sculco (CiR) sul primo Maggio

Flora Sculco (CiR) sul primo Maggio
 Rep

“Il lavoro è la priorità assoluta soprattutto nel Mezzogiorno e tutti noi dobbiamo impegnarci, ciascuno per la propria responsabilità,  per ampliare le opportunità produttive, insistendo perché ci sia verso la regione più povera d’Europa un’attenzione maggiore e concretamente visibile da parte del Governo, del Parlamento e del sistema imprenditoriale pubblico e privato. In Calabria, poi, è necessario che la politica faccia rete con le forze sociali e si finalizzi la spesa anzitutto per ridurre la disoccupazione, porre fine allo scandalo del precariato che tiene appese migliaia di vite, e creare ricchezza generale”. Lo afferma la consigliera regionale di Calabria in Rete Flora Sculco, che in vista del Primo Maggio “considera opportune e da sostenere le iniziative del sindacato calabrese. Il modo migliore per dare attualità alla Festa del Lavoro.  Sia la scelta della Cisl - aggiunge - di essere presente nel Porto di Gioia Tauro, un’infrastruttura di rilievo internazionale su cui il Governo e gli Organismi comunitari dovrebbero finalmente puntare, uscendo dal vago e dall’indeterminatezza che finora hanno caratterizzato le loro strategie, per farla diventare il grande porto d’ingresso in Europa.         In tal senso - spiega Flora Sculco -   tenendo presente che il Consiglio regionale ha stanziato 3 milioni di euro per l’abbassamento delle tasse di ancoraggio, occorrerebbe dare gambe e braccia alla proposta volta concentrare la programmazione comunitaria 2014-2020 su pochissimi investimenti, uno dei quali non può che essere il porto di Gioia Tauro. L’iniziativa della Cgil, che il Primo Maggio sarà a Laino Castello, dove tre mesi fa è crollato il Viadotto Italia, segnalando l’urgenza di porre fine a quest’interruzione che provoca disagi enormi e l’intollerabile deficit infrastrutturale della Calabria, focalizza l’attenzione su temi fondamentali per lo sviluppo della regione più povera d’Europa. Una regione che   per davvero, e nell’interesse del Paese, dovrebbe diventare ‘la madre di tutte le battaglia’. A patto che si vada oltre i proclami e  l’attenzione verso il Mezzogiorno non sia saltuaria e discontinua e che si capisca che senza il rilancio del Mezzogiorno il Paese non esce dalla crisi”.