L'emergenza idrica che la città sta vivendo in questi giorni ci pone, come cittadini ed attenti osservatori, alcuni quesiti. E' ragionevole che l'amministrazione comunale ed i vertici dell'AMAM negli ultimi anni abbiano concentrato la loro attenzione su implementazione dei servizi, trasferimenti di personale e distribuzione di utili invece di programmare azioni mirate a far funzionare bene l'azienda attraverso buone pratiche che non facciano piombare la cittànel caos come quello che vivremo in questi giorni? E' pensabile che si preveda di realizzare degli utili ( euro 23.144.266) dalla gestione delle risorse idriche da distribuire al socio Comune di Messina, invece di destinarli ad investimenti? Ed ancora, siamo sicuri che sia attuale e conveniente il mantenimento della societàper azioni come modello giuridico per la gestione del servizio idrico integrato? Se si dovessero avverare le previsioni del piano pluriennale e noi come affermato in diverse occasioni non ci crediamo, l'utile sperato comporterebbe per l'azienda il versamento di imposte per piùdi euro 15.000.000.
CapitaleMessina chiede, piuttosto, che i 40 milioni di euro di cui sopra, gli utili piùle imposte derivanti, vengano destinati ad investimenti che: ammodernino la rete di distribuzione eliminandone le enormi perdite nella distribuzione; ricerchino nuovi pozzi e fornitori da cui approvvigionarsi nell'ordinaria amministrazione o in caso di emergenze; prevedano la ristrutturazione della tratta da Fiumefreddo a Messina. L'appello lo facciamo a tutti, soprattutto ai consiglieri comunali, considerato che l'amministrazione Accorinti si e' dimostrata poco sensibile alle critiche ed agli stimoli provenienti dalla societàcivile.