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I GAY PRIDE. Francesca Pascale (fidanzata di B) e Vittorio Feltri si scrivono all’Arcigay

I GAY PRIDE. Francesca Pascale (fidanzata di B) e Vittorio Feltri si scrivono all’Arcigay

In una nota scritta in punta di penna da un raffinato Luca Mastrantonio, il Corriere della Sera fa il punto sul movimento gay in Italia e sollecita una nuova legislazione che sia pienamente rispettosa dei diritti umani e civili e del sentire sempre più diffuso nelle società del nostro tempo storico. Nella nota Mastrantonio ricorda anche una notizia significativa: la signora Francesca Pascale, fidanzata ufficiale di Berlusconi, e Vittorio Feltri, il più prestigioso, irriverente e "aggressivo" giornalista della destra libertaria italiana si sono scritti all’Arcigay.

Scrive Mastrantonio:

Il gay pride è una manifestazione cromaticamente chiassosa. Ma a ben vedere, in Italia, all'ombra della Rainbow Flag, l'arcobaleno-bandiera del movimento di Lesbiche, Gay, Bisessuali e transgender, c'è sempre più tricolore: politici e rappresentanti delle istituzioni, soprattutto del centrosinistra, si fanno meno problemi a partecipare.

Ieri, la giornata mondiale dell'orgoglio gay - che si celebra il 28 giugno, a ricordare gli scontri di Stonewall, New York nel 1969 - è stata celebrata in dieci città italiane, da Alghero a Palermo, Bologna, Catania, Lecce, Perugia e Venezia.

A Torino, Sergio Chiamparino ha aperto il corteo, sottolineando il rinnovato patrocinio della Regione di cui è presidente, mentre il sindaco Piero Fassino, con una lettera, ha chiesto per l'Italia delle leggi anti-omofobia. A Palermo c'era il sindaco Leoluca Orlando, a Napoli invece Luigi de Magistris, il primo cittadino convinto che si debba mettere l'amore al posto dell'odio; a Milano, ci sono persino state delle contestazioni alla giunta di Giuliano Pisapia sulla trascrizione dei matrimoni gay avvenuti all'estero: ha replicato Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali e Cultura della Salute del Comune, ricordando che nel registro delle unioni civili di Milano un terzo dei 1.700 iscritti sono omosessuali: ma mancano le leggi, ha ricordato.

Insomma, le aspettative del movimento iniziano ad essere concrete, anche perché crescono in un clima politicamente più favorevole, soprattutto nel centrosinistra. Che qualcosa fosse cambiato si era capito già a Roma, il 4 giugno scorso, quando il sindaco Ignazio Marino ha inaugurato i festeggiamenti per i vent'anni del gay pride indossando la fascia tricolore: l'anno scorso era assente per «impegni familiari».

E la Chiesa cattolica? Il questionario voluto da papa Francesco su tematiche legate alla famiglia e al matrimonio suggerisce uno scenario nuovo: i vescovi, rispondendo a questo Instrumentum Laboris, chiudono alle unioni gay, ma aprono al battesimo per i figli.

Chissà che anche nel centrodestra qualcosa non cambi, seguendo magari quanto fatto da Vittorio Feltri e Francesca Pascale, che si sono iscritti all'Arcigay. Forza Italia, in fondo, non era il partito dell'amore?

P.S. Il gay Pride della Calabria si svolgerà il 19 luglio a Reggio.