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Delitto Fortugno. La Cassazione conferma l'ergastolo per Alessandro Marcianò: fu lui a ordinare l'omicidio

Delitto Fortugno. La Cassazione conferma l'ergastolo per Alessandro Marcianò: fu lui a ordinare l'omicidio

Alessandro Marcianò, l'infermiere dell'ospedale di Locri soprannominato "Celentano", con sentenza definitiva della Cassazione è stato condannato all’ergastolo. La Cassazione ha convalidato la pena che gli era stata inflitta in Appello. Secondo i magistrati, è stato lui a ordinare e pianificare il delitto eccellente di Franco Fortugno, vice presidente del Consiglio regionale della Calabria eletto nel 2005.

Ordinando il delitto, documenta l'inchiesta, Marcianò ha permesso al suo candidato, Domenico Crea, primo dei non eletti alle consultazioni regionali del 2005, di entrare in Consiglio regionale. «L'elezione di Crea – aveva spiegato la Corte d'assise nel motivare la sentenza di primo grado - avrebbe aperto ad Alessandro e Giuseppe Marcianò (padre e figlio) nuove prospettive di guadagno. L'esito infausto delle operazioni di voto ha determinato una situazione di particolare gravità e pregiudizio per gli odierni imputati, i quali, oltre a perdere il posto ottenuto nella struttura amministrativa del politico di riferimento, hanno visto crollare una serie di ambiziose aspettative legate al sistema clientelare».

Il 13 ottobre 2012, la Suprema corte aveva confermato gli ergastoli inflitti ai detenuti Giuseppe Marcianò, Domenico Audino e Salvatore Ritorto, esecutori materiali dell'omicidio Fortugno. Ieri la Cassazione ha chiuso il cerchio col nome del mandante.