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Calabria, Pd e cdx si ricompattano su vecchie classi dirigenti e brutta politica. di PIPPO CALLIPO

Calabria, Pd e cdx si ricompattano su vecchie classi dirigenti e brutta politica. di PIPPO CALLIPO

di PIPPO CALLIPO – (fonte Corsera) Ernesto Galli della Loggia («L'autocritica che non c'è», Corriere del 20 luglio) dice cose sacrosante. In Calabria, la mia regione, ci sono, e sono sempre più forti e incontrastati, un ceto politico e una burocrazia incolti e affaristici che, da decenni, si sono impadroniti delle risorse pubbliche, attraverso il controllo scientifico dei partiti (destra/sinistra/centro). Risorse pubbliche regionali, nazionali ed europee - anziché essere finalizzate allo sviluppo, alla salvaguardia ambientale e alla valorizzazione del grande patrimonio naturalistico, storico e culturale di questa terra - sono state dirottate alle clientele dei singoli politici. In questo modo si è favorita la speculazione più becera, di cui sono protagoniste la criminalità organizzata e i tanti «prenditori» (i peggiori avversari dell'imprenditoria sana che pure in Calabria c'è) che contribuiscono a fare della mia regione un caso non semplicemente «vergognoso», ma grave per la stessa tenuta della democrazia italiana.

Perché, In un contesto simile - In cui la legalità è a pezzi e i giovani e le migliori intelligenze sono costretti alla fuga se non si piegano allo scambio diritti/favori - è in discussione il nostro stesso essere cittadini di un Paese europeo. Non farò analisi sociologiche sulle ragioni e i «crediti» di questa parte del Mezzogiorno mai saldati dallo Stato. Non dirò della complicità dl parte del sistema imprenditoriale italiano nello sperpero di risorse destinate a colmare il deficit infrastrutturale in Calabria. Ma lo sdegno di Galli della Loggia è anche il mio. Ciò che va aggiunto è che nonostante tutto lo Stato Italiano e le sue espressioni più alte (governi, Parlamento, partiti, autorità di controllo) seguitano a non occuparsi della Calabria con la determinazione che deve avere il chirurgo dinanzi a un cancro da estirpare.

Nel 2010 ho provato a candidarmi alla guida della Regione con una lista civica di persone comuni. Contro abbiamo avuto gli eserciti di due leader politici che ci hanno sopravanzato, e uno di loro, l'ex presidente Scopellitl, ha conquistato la Regione. I risultati si commentano da sé: la Calabria è sull'orlo dell'abisso. Dinanzi alla forza coesa del blocchi di potere politici e «prenditoriali» calabresi, le forze politiche e i loro rappresentanti nazionali non hanno voluto dare un mano alla parte migliore della Calabria che alzava la testa.

Anche ora il Pd, indeciso a tutto, e il centrodestra, che ha sgovernato la Calabria per 4 anni, alla fine non troveranno di meglio che ricompattarsi sulle vecchie classi dirigenti. C'è da utilizzare le ingenti risorse dei fondi comunitari 2014/2020: su questa partita non ci sarà destra o sinistra, ma il consueto gioco delle parti che mira a un solo risultato, spartirsi la torta.

Ho scritto di recente al premier Renzi invitandolo a occuparsi di persona della Calabria. II mio auspicio è che ci siano non uno, ma dieci Galli della Loggia che stimolino chi di dovere ad assumersi le proprie responsabilità e a provocare, se ancora possibile, reazioni vibrate in quella parte di società civile calabrese che non ne può più di questa brutta politica.

P.S. Pippo Callipo, il “re del tonno” calabrese, in un articolo sul Corriere della sera di oggi 3 agosto, partendo dall’accordo con l’editoriale di Ernesto Galli della Loggia che ha definito la Regione Calabria uno scandalo nazionale, interviene anche sull’attuale situazione politica.