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RC. Giuseppe Falcomatà: su Bronzi azione volgare

RC. Giuseppe Falcomatà: su Bronzi azione volgare
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Non ho condiviso i Bronzi di Riace in pitone e perizoma così come non ho condiviso, qualche anno fa, la scelta di farli giocare a Morra. È un’azione volgare, barbara, che scimmiotta la cultura classica dalla quale proveniamo. Questa vicenda, tuttavia, è l’occasione per affrontare, in maniera chiara e asettica, il problema su ciò che vogliamo fare del nostro patrimonio storico artistico e culturale.
Nel 2013, i turisti internazionali hanno speso nel nostro Paese oltre 32 miliardi di euro. Di questi, solo 4 sono andati a beneficio del Mezzogiorno e solo 145 milioni a beneficio della Calabria. È il bilancio di una catastrofe.
I Bronzi, dunque, non sono ostaggio di nessuno se non di un isolamento generale, non solo di trasporti, in cui si trovano la nostra città e la nostra Regione.
Dati che non sorprendono, tra l’altro, se pensiamo che, nella fase del loro restauro, non c’era un’indicazione, una, su come raggiungere la sala “F. Monteleone” del Palazzo Regionale che ne ospitava le operazioni. Neppure su internet.
Un Museo, quello di Reggio, per il quale erano stati stanziati 11 milioni e che, a distanza di sei anni, vede triplicati i suoi costi.
Ci sorprendiamo dei miseri incassi del Museo, quando la questione andrebbe affrontata sotto un altro punto di vista. Non c’è Museo al mondo, infatti, che possa reggersi sui biglietti. Tuttavia un conto è che lo Stato e le regioni ci rimettano il 30%, altra cosa è rimetterci il 95%.
È una questione di scelte. Molti musei nazionali, anche archeologici, quelli britannici ad esempio, offrono l’ingresso gratis al fine di attirare turisti che poi spenderanno nei bookshop interni e nelle trattorie e le botteghe dei dintorni.
A Reggio, invece, non esistono infopoint atteso che l’unico esistente, quello sul Lungomare Falcomatà, è chiuso da tempo. Non esistono bagni pubblici poiché quelli della Via Marina non funzionano. Siamo l’unica città di mare senza il terminal per le navi da crociera. Il turista che giunge in città, deve sperare di trovare un albergatore attento che lo porti in giro a visitarne le bellezze, altrimenti rimarrà giusto il tempo per spostarsi nella vicina Sicilia. È fondamentale che le istituzioni, i musei cittadini, gli alberghi, i b&b, i tassisti, i ristoratori, facciano rete tra di loro. Serve uno sforzo collettivo.
La Calabria, eccezion fatta per la vara di Palmi, non ha un sito patrimonio dell’Unesco quando Ibiza ne ha addirittura due, uno per la “biodiversità”. Ecco perché è fondamentale guardare alla vicina Sicilia affinché l’area dello Stretto diventi patrimonio dell’umanità.
Ad autori come Goethe mancavano le parole per descrivere le bellezze naturali della nostra terra, oggi mancano le parole per descrivere lo spreco che è stato fatto di tutto questo.
Questo è quello che, prima di tutto bisogna cambiare: sostituire alla sciatteria e all’improvvisazione, una visione strategica e programmatica del turismo e della valorizzazione del nostro patrimonio storico, artistico, culturale e botanico.
“L’espressione più potente e visibile della nuova economia dell’esperienza, è il turismo globale, divenuto rapidamente una delle più importanti industrie del mondo” diceva J. Rifkin. Quella turistica e culturale è la principale industria sulla quale questa città deve puntare con forza.


Giuseppe Falcomatà
Candidato Sindaco Centrosinistra