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BRONZI. Settis sbugiarda Sgarbi: la cultura non è una ditta di traslochi. Statue intrasportabili

BRONZI. Settis sbugiarda Sgarbi: la cultura non è una ditta di traslochi. Statue intrasportabili

NOSTRO SERVIZIO - La polemica inizia con un articolo del professore Settis, già rettore della Normale di Pisa e autorità archeologica di rilievo internazionale, apparso sulla Repubblica di lunedì. Sgarbi è intervenuto nel dibattito essendosi Settis dichiarato fortemente contrario allo spostamento dei Bronzi all’expo per la loro delicatezza, tuonando:

«I Bronzi sono beni dello Stato, come la Primavera di Botticelli o il Cristo di Mantegna, non della Calabria. Quindi deve decidere lo Stato. Sono simboli della civiltà universale, delle radici nella Magna Grecia e della tecnologia che li ha restituiti: tutti elementi che si possono sintetizzare nella loro esibizione all'Expo».

Dopo questo preambolo altamente suggestivo per nascondere il fatto che lo Sgarbi non affronta il problema della intrasportabilità dei Bronzi, l’uomo a cui Maroni ha affidato il compito di azzannare tutti per ridurre al silenzio il dibattito sui Bronzi, continua:

«Settis sa bene di averli chiesti lui stesso per la sua mostra sulla Magna Grecia a Palazzo Te a Mantova, contrariato allora dà una risposta negativa: il suo intervento non è tecnico, ma politico».

Il professore Settis, tutt’altro che intimidito, ha reagito su Repubblica:

«La cultura non è un'impresa di traslochi, e anche quando un'opera sia trasportabile non è detto che debba essere "movimentata" in continuazione. E’ vano nascondersi che, se mai i Bronzi di Riace andassero all'Expo di Milano, fatalmente continuerebbero a girare per tutto il mondo, in occasione di Olimpiadi, G8 ed altri eventi per cui in passato furono chiesti e negati. I Bronzi sono opera delicatissima (fra parentesi: non è vero che io li abbia mai chiesti per la mostra La forza del bello di Palazzo Te, che tra l'altro non era una mostra sulla Magna Grecia), e il giudizio sulla loro intrasportabilità è stato dato e ribadito dall'Istituto Centrale per il Restauro e dalla Soprintendenza: un capovolgimento di questo parere tecnico mi pare davvero molto difficile, visto che nulla di nuovo è intervenuto».

Dopo la sferzante smentita, una conferma che Sgarbi è più preoccupato di suggestionare l’uditorio anziché argomentare, sempre su Repubblica, il professore Settis ha inserito un argomento importante per il dibattito di questi giorni:

«I Bronzi sono il "pezzo forte" del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria (che nei progetti del ministro Franceschini è tra i musei di importanza nazionale), un museo assai sfortunato perché da anni chiuso o semichiuso, ma ricchissimo di materiali straordinari. I Bronzi, che dalla riapertura del museo stanno attirando un numero crescente di turisti, dovrebbero (anziché viaggiare qua e là) innescare un processo virtuoso di ripensamento delle strategie espositive e attrattive di quel Museo: aprirlo nella sua interezza, renderlo più interessante per tutti, contribuire alla vita culturale della Calabria. Dio sa quanto una città come Reggio ne avrebbe bisogno».