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Lettera sui BRONZI a Franceschini. CHIZZONITI

Lettera sui BRONZI a Franceschini. CHIZZONITI

di AURELIO CHIZZONITI - Esco subito dall’equivoco affermando “urbi et orbi” di essere da sempre favorevolmente orientato alla diffusione circolante dell’arte, della cultura sul presupposto che ciò avvenga senza il benché minimo pregiudizio per qualsivoglia reperto archeologico o altro.

Ciò premesso, preoccupa alquanto il reiterato tentativo perfido ed ipocrita di considerare (a prescindere) trasportabili in assoluta sicurezza le statue dei Bronzi di Riace superando con agghiacciante disinvoltura le dotte, doviziose, competenti e soprattutto disinteressate conclusioni di esperti di altissimo profilo ricorrendo ad una ulteriore commissione, della quale auspico che i predetti facciano parte unitamente alla Dott.ssa Bonomi, la cui funzionale costituzione è stata addirittura sorprendentemente anticipata (?) dal Prof. Sgarbi.

In quest’ottica non mi stupirebbe più di tanto se gli esperti asservendi alla temeraria mobilità dovessero sterilizzare i pareri da sempre ex adverso coralmente espressi accentuando, anche per questo versante, il disprezzo per i calabresi ed i reggini sordi e insensibili a qualsiasi ipotesi di apertura culturale. Aggiungendo faziosamente che il Museo della Magna Grecia di Reggio Calabria, secondo soltanto a quello di Atene, nonostante la presenza dei Bronzi incassa mediamente poco più di ottocento euro al giorno come se fosse addebitabile ai calabresi il costo di un biglietto aereo Milano-Reggio indubbiamente superiore a quello di un Milano-New York; l’alta velocità che inesorabilmente si ferma in Campania; l’inesistente portualità; il fine lavori “mai” in ordine al sempre aperto cantiere dell’autostrada – rectius – mulattiera Salerno-Reggio Calabria; ecc. ecc. . Le Istituzioni prima emarginano – cognita causa – l’intera regione disseminandola di una serie di condizioni preclusive della benché minima ipotesi di sviluppo e poi le strumentalizzano per nobilitare trame penalizzanti al limite dell’illegalità politica.

Mi chiedo se qualcuno fra i Soloni di turno si sia responsabilmente documentato circa i tempi tecnici del trasferimento delle due statue dal Consiglio Regionale della Calabria – già sede del laboratorio di restauro delle stesse – al Museo cittadino distante meno di tre chilometri che però ha impegnato lo staff tecnico per circa dodici ore con una velocità (si fa per dire) pari ad un chilometro ogni quattro ore! Ne deriva che i Bronzi impiegherebbero circa 6-7 mesi (!) per arrivare a Milano con tutti i pregiudizi afferenti anche la condizione ambientale climatizzata che rappresenta – ex multis – un elemento di tutela quanto mai importante più volte richiamato dalla Soprintendente Dott.ssa Bonomi. Se ciò è chi si assume la responsabilità del trasporto a Milano garantendo l’integrità delle statue visto che scienziati di alto profilo sono stati condannati per non aver previsto il terremoto a L’Aquila?!? Chi mai risarcirebbe non tanto la Città e la Provincia di Reggio Calabria quanto l’arte e la cultura senza frontiere per la prevedibilissima disintegrazione delle statue?

Rebus sic stantibus non può dirsi che il Governo in carica abbia trascurato la “colonia” Calabria ed il “protettorato” della città dello stretto perché non bisogna dimenticare: il tentativo (rientrato) di sopprimere la Sezione del TAR reggino; l’inedita recentissima quanto telegrafica sceneggiata tosco-capitolina aggravata dal consilium fraudis per il porto di Gioia Tauro; lo scippo piratesco raffinatamente programmato per sottrarre i Bronzi alla mafia calabrese mentre è in arrivo il “pacco” in confezione regalo di cui ai dodici punti della presunta riforma della Giustizia che prevede la non remota possibilità di sopprimere la Corte di Appello di Reggio Calabria ed il Provveditorato degli Istituti Penitenziari con sede a Catanzaro. Va quindi dato atto al Premier Renzi di aver creato in Calabria e segnatamente nella Città di Reggio tutti i presupposti per perdere per i prossimi cinquant’anni anche le elezioni condominiali mentre nessuno si sogna di predisporre pacchetti turistici volti a canalizzare visitatori al Museo di Reggio Calabria coinvolgendo opportunamente gli enti autarchici territoriali calabresi. Un ultima e conclusiva riflessione: quante volte la pur trasportabilissima leonardesca Gioconda ha lasciato il Louvre per altri lidi? Sicuramente si è mossa ma non tantissimo, considerando anche i pressoché minimi rischi rispetto ai Bronzi, e che, comunque, dopo l’esposizione a Tokyo e Mosca risalente al 1974 da ben quarant’anni chi li vuole ammirare deve mettersi in fila in quel di Parigi. Per il resto siamo pronti alla battaglia nella consapevole certezza che “si vis pacem para bellum”.