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L'ex Governatore Scopelliti sul caso De Magistris

L'ex Governatore Scopelliti sul caso De Magistris

In una lettera scritta al direttore del Tempo di Roma, Giuseppe Scopelliti, ex governatore della Calabria, interviene sul caso De Magistris invitandolo a dimettersi da sindaco di Napoli dopo essere stato condannato in Tribunale per abuso d’ufficio.

Scrive l’ex Governatore della Calabria:

“Egregio direttore, ho seguito con particolare attenzione la vicenda che ha riguardato la condanna per abuso d'ufficio del sindaco di Napoli ed ex magistrato Luigi De Magistris, anche in virtù delle numerose analogie che riscontro tra il suo caso e ciò che mi è occorso alcuni mesi fa.

Per chi non ricordasse la mia vicenda, ritengo opportuno rammentare che nel 2010, con grande favore popolare, sono stato eletto presidente della Regione Calabria dopo due mandati da sindaco di Reggio. Lo scorso mese di marzo ho subito una condanna per abuso d'ufficio per condotte precedenti alla mia elezione a governatore della Calabria e all'entrata in vigore della legge Severino.

Da uomo delle Istituzioni che crede nella Legge conosco il dettato costituzionale e l'argine che lo stesso pone a tutela del singolo. Tuttavia, pur essendo certo della mia estraneità agli addebiti, non ho avuto esitazione alcuna ad annunciare ai Calabresi le mie dimissioni, con tutto quello che ne è conseguito sul piano politico.

Il mio percorso, infatti, si è nutrito, solo e sempre, di ampio consenso popolare, cosa totalmente diversa dalla improvvisa notorietà, soprattutto di tipo mediatico, che hanno avuto le indagini di De Magistris sino a favorirne l'ingresso in politica.

Personalmente comprendo il suo stato d'animo, ma questo tipo di reazione disorienta l'opinione pubblica. Oggi il sindaco di Napoli ha il dovere di fare un passo indietro: sarebbe interpretato come uno scatto d'orgoglio della politica alla riconquista degli spazi che le competono e che non possono essere surrogati da altri poteri. De Magistris si dimetta subito. Le sue dimissioni potranno anche servire a scuotere le coscienze, riaprendo il dibattito su una norma che limita la democrazia e rischia di paralizzare l'attività dei pubblici amministratori lasciandoli in balia di agenti esterni. È tempo che la Politica torni a fare la Politica”.