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CALABRIA. Regionali, Callipo contro Callipo

CALABRIA. Regionali, Callipo contro Callipo

NOSTRO SERVIZIO - E’ sbocciato l’amore (politico) tra Mario Oliverio e Pippo Callipo. Colpi di fulmine, uno via l’altro, che annunciano un rapporto duraturo. La Calabria sarà salvata dai vecchi?

Ricostruiamo. Oliverio ha fatto una dichiarazione entusiasta sulle dichiarazioni di Callipo: le condivido quasi per intero, ha detto aggiungendo che gli sarebbe piaciuto confrontarsi. Ma appena il popolo Pd ha cominciato a leggere per capire cosa fosse successo tra i due irriducibili nemici che si fronteggiano alle primarie, s’è accorto che non con Callipo Gianluca era d’accordo Oliverio, ma con Callipo quello vero, Pippo, il re del tonno. Confusione giustificata. Ci sono cascati nello scambio anche quelli di Swg.

Fatto è che Callipo il Vecchio ha preso la palla al balzo con un immediato accetto «volentieri il confronto» ed ha invitato Oliverio «considerata la sua fama di buon amministratore pubblico» (dichiarazione molto più che impegnativa) a visitare le sue aziende. Non per mostrargli come inscatolano il tonno, ma per discutere, spiega Pippo «le questioni più urgenti che angustiano gli imprenditori calabresi che assicurano sviluppo produttivo nella legalità e difendono il marchio della Calabria di qualità promuovendolo nel mondo».

Callipo (quello vero) ne ha poi approfittato per sottolineare che “oltre agli insuccessi dei “prenditori", favoriti dalla peggiore politica intrecciata con spregiudicate consorterie affaristiche, che hanno gettato profondo discredito sulla nostra regione, in Calabria c'è anche un'imprenditoria sana, robusta e intelligente da cui la buona politica avrebbe l'obbligo di ripartire”. Come dire: siamo qui pronti anche se tutti si guardano bene dall’utilizzare il nostro (unico) patrimonio produttivo.

Callipo non nasconde che muore dalla voglia di dare una mano “attraverso un impegno pubblico” data la “gravità impressionante delle criticità economiche e finanziarie del sistema-Calabria e dell'Ente Regione” che è “assolutamente deplorevole”.

Si contrappone con nettezza contro chi “ritiene di andare a governare la Regione senza programmi affidabili” e non tenendo conto “che il Paese è in ginocchio”. Ce l’ha con Oliverio? Certo che no se l’ha definito qualche rigo prima “buon amministratore pubblico”.

Insomma, siamo a un esplicito ed ufficiale Callipo contro Callipo.

Durissima la conclusione: “dinanzi all'attuale sfascio finanziario ed amministrativo della Regione, provocato dagli sperperi e dall'uso improprio della spesa pubblica, si vorrebbe andare avanti come sempre. II che a mio avviso non è solo da irresponsabili ma anche da criminali considerata la disperazione di tanti padri di famiglia».