Direttore: Aldo Varano    

ERGOSUD. Report sulla prima giornata (foto)

ERGOSUD. Report sulla prima giornata (foto)

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Tra una visione sulle esperienze globali e una contestualizzazione a livello locale, la seconda edizione di “ErgoSud” sta lanciando diversi spunti sul tema della città sostenibile, creativa, solidale e produttiva, cioè “smart”. Nel corso della prima giornata dell’evento, che è iniziato oggi ad Architettura e che continuerà domani a Confindustria e che è organizzato dalla professoressa Consuelo Nava insieme a Pensando Meridiano e al centro AbitaLab e dal presidente dei Giovani industriali reggini Angelo Marra, ci si è particolarmente soffermati sulle questioni della città intelligente ed allo stesso tempo sostenibile e di quella digitale.

ers  A farlo in occasione di “Smart sustainable innovation + [Civic] [Data]”, davanti a quasi un centinaio di partecipanti anche non provenienti dal contesto universitario reggino, diverse personalità locali e nazionali. Cioè l’economista vicentino Piero Pelizzaro, che, affrontando il tema “Territori resilienti, piani di adattamento climatico e smart cities”, ha spiegato il termine di “resilienza”, il reagire dinamico adattandosi, partendo da ambiti come quello psicologico e finendo a quello di pianificazione strategica ed urbana, che si deve innescare dalle periferie e non unicamente dal centro storico. Ma anche sostenendo come la “resilienza” non debba essere solo futuro, ma pure recupero di cultura, prassi e produzioni passate. E che la responsabilità di questa, in funzione del cambiamento, spetti ad ogni cittadino. Ma ad Architettura è intervenuto anche il docente palermitano Maurizio Carta, che ha espresso un concetto di “città aumentata” che supera quello di “città intelligente”.

L’ha fatto, tra urbanistica e tecnologia, invitando ad un approccio complesso alla realtà della città, dalle risorse umane e sociali alla governance, passando per altri elementi come mobilità, energia ed ecosistemi umani e digitali. E, evocando gli obiettivi della “città aumentata”, tra i quali quelli di essere più aperta, attiva, condivisa, intraprendente, ha indicato la prospettiva dei “super organismi metropolitani” e degli “arcipelaghi metropolitani” a superamento della “città metropolitana”, un’idea che potrebbe interessare un territorio complesso come quello della provincia reggina. La prima giornata della seconda edizione di “ErgoSud” ha visto la partecipazione anche di Francesco Micali e Giuseppe Oppedisano, protagonisti di una relazione sul tema dei “Big data per le smart cities nel mondo” che ha messo in luce la potenzialità della conoscenza dei dati attraverso tecnologie nell’elaborazione di una reazione immediata in caso di emergenze o di una pianificazione a lungo periodo in relazione al territorio e alla vita delle persone tra razionalizzazione delle risorse e riduzione del rischio. E quella degli stessi Nava e Marra che, attraverso l’intervento “Knowledge city: città sostenibile e città digitale”, hanno coniugato l’aspetto dell’intelligenza e della sostenibilità della città e della sua digitalizzazione in funzione di maggiori trasparenza, sviluppo, informazione, creatività e condivisione, declinandolo nell’ottica della città metropolitana reggina e della produzione di idee progetti per l’immediato futuro.

La giornata di oggi è stata aperta dai giovani architetti di Pensando Meridiano Valentina Palco, Carmela D’Agostino ed Andrea Procopio, che hanno espresso una panoramica generale e localmente particolarizzata sulla città metropolitana, ad esempio avanzando l’idea di riscoprire i nostri “paesaggi lenti” per riattivare microeconomie locali, e ad essa hanno legato un impegno della stessa associazione in iniziative come la tattica permanente di innovazione sociale urbana “ReActionCity”. Ed è stata chiusa dal “FuturLab”, nel corso del quale i partecipanti hanno simulato proposte progettuali in vista del Pon Metro 2014-2020 che domani a Confindustria saranno presentate ad una serie di attori istituzionali e socio-culturali-produttivi, fra i quali l’assessore comunale alla programmazione comunitaria Giuseppe Marino, attraverso una sessioni di lavoro pubbliche aperte a tutti i cittadini interessati.