''La sproporzione tra il poco che facciamo e che abbiamo fatto e il necessario cresce di anno in anno. I soli rischi idrogeologico e sismico ai livelli che raggiungono in Calabria richiederebbero interventi per decenni, per importi commisurabili a frazioni importanti del Pil italiano più che del bilancio dello Stato. Il discorso vale, a maggior ragione, per l'insieme delle regioni italiane e per l'intera gamma dei rischi naturali e antropici con i quali conviviamo''.
Lo ha affermato il capo della Protezione civile Franco Gabrielli, intervenendo questa mattina con una lectio magistralis all'inaugurazione dell'anno accademico dell’Università della Calabria.
Parlando dei rischi idrogeologici e sismici in particolare sul territorio calabrese, il capo dipartimento della Protezione civile ha poi aggiunto: ''Ci sono esempi importanti di costruzioni antisismiche realizzate in legno, ci sono aziende floride in altre regioni italiane che si dedicano a questi sistemi di prefabbricazione. E' impossibile pensare che in Calabria almeno una parte del patrimonio forestale venga utilizzata per produrre materia prima per costruzioni antisismiche, magari per arrivare poi a una idea di sviluppo, almeno nel comparto abitativo, che privilegi questo modello di realizzazione, riducendo almeno il potere, l’invasività e i guadagni della funesta industria della cementificazione?''.