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UNIONE CAMERE PENALI. Contrari nel metodo e nel merito con le proposte di Gratteri

UNIONE CAMERE PENALI. Contrari nel metodo e nel merito con le proposte di Gratteri

"Il Procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, Ministro Ombra del Governo Renzi, estrae dal cilindro i 130 articoli della sua 'riforma antimafia'. Di quanto viene anticipato non possiamo apprezzare ne' il metodo ne' il merito".

Cosi' l'Unione Camere Penali in una nota. "Ci sembra francamente difficile - sottolineano i penalisti- condividere l'idea con la quale Gratteri lancia il suo progetto di fare affermando che l'80% delle nuove norme antimafia puo' essere varato con un decreto Legge. Non solo perche', come affermiamo da tempo, e come ha piu' volte ricordato lo stesso ministro Orlando, la materia penale non si presta affatto alla decretazione d'urgenza, ma perche' la delicatezza dello specifico settore sul quale si intende intervenire deve essere oggetto di una riforma meditata e condivisa. Nel merito poi la mancata condivisione circa le modalita' di legiferazione si trasforma in una piena contrarieta'.

L'innalzamento a dismisura delle pene edittali per i reati di associazione mafiosa, che vengono ad essere addirittura quadruplicate, risponde ad una logica repressiva antiquata, fondata su strategie meramente simboliche, che mai hanno sortito effetti nella lotta al crimine e tanto meno nel contrasto alla criminalita' organizzata".

"L'uso di "strumenti spropositati, creati per la lotta al narcotraffico, come gli 'agenti sotto copertura' per contrastare la corruzione - aggiunge l'Ucpi - sembra totalmente sproporzionato, visto che la corruzione puo' essere indagata e colpita con gli ordinari strumenti investigativi e con piu' moderni strumenti di intervento che agiscono su fronte de prevenzione, la cui efficacia sembra essere confermata anche dalle osservazioni del dott. Sabella sui meccanismi corruttivi svelati dall'indagine capitolina".

"Rileviamo la presenza di due distinte modalita' di approccio alla politica criminale e di diverse logiche legislative. Non e' solo l'accavallarsi dei progetti di riforma che rischia 'ingorghi' pericolosi, ma e' proprio l'inserimento di logiche repressive, autoritarie e illiberali all'interno dell'intero sistema processuale e la loro applicazione erosiva ed indistinta a tutti i diversi aspetti dell'illecito, che preoccupa e stupisce", conclude la nota.