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INTERNET. Istituto Bruni: la soluzione migliore è che la politica stia lontana

INTERNET. Istituto Bruni: la soluzione migliore è che la politica stia lontana
"Più che enunciare solennemente diritti già esistenti e tutelati da altre norme, la migliore posizione che potrebbe adottare la classe politica verso la Rete sarebbe quella di starne lontana, professando una sana 'umiltà regolamentare' e riconoscendo che il successo di internet dipende da un'evoluzione spontanea e libera da 'poteri forti' cristallizzati: a partire da quelli di matrice politica".
 
È quanto si legge nel parere dell'Istiuto Bruno Leoni alla bozza di "Dichiarazione dei diritti in internet" elaborata dalla commissione della Camera per i diritti e i doveri in internet, presieduta da Stefano Rodotà, e sul quale è stata avviata una consultazione pubblica. Nella propria risposta alla consultazione il think thank sostenitore del libero mercato evidenzia in particolare che "scopo implicito della bozza di Dichiarazione è quello di riportare l'ordine in internet, partendo dalla considerazione che anche lì, come altrove, possano compiersi violazioni di diritti e disordini di varia natura.
 
Tale fine presuppone, tuttavia - si legge - che ci sia bisogno di riconoscere principi e diritti che si aggiungano a quelli oggi riconosciuti e tutelati da fonti normative sovranazionali e/o costituzionali, completando o innovando la protezione dei diritti già vigente".
 
Al contrario, prosegue il documento, "i principi e i diritti menzionati sono tutti già consolidati e noti nell'ordinamento giuridico nostro e della maggior parte degli ordinamenti occidentali: pertanto, la Dichiarazione appare, nel complesso, ridondante e potenzialmente perfino controproducente. Infatti internet, dal punto di vista giuridico, non è uno spazio esterno alla realtà: su internet vengono stipulati contratti e commessi illeciti, effettuate transazioni, contratte obbligazioni e perpetrati reati secondo la legislazione già vigente per il mondo reale, di cui internet fa comunque parte. Se su internet vengono commesse truffe, non sarà certo un'inflazione di provvedimenti ad hoc a evitarle o punirle, non più di quanto già non possano e debbano essere evitate e punite dal diritto vigente".