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REGGIO. Renzi ci toglie 9 mln ma i nostri parlamentari non se ne accorgono. ROMEO

REGGIO. Renzi ci toglie 9 mln ma i nostri parlamentari non se ne accorgono. ROMEO

di ORESTE ROMEO* - (Rep) La vicenda del taglio di 9 milioni di euro dei fondi del Decreto Reggio perpetrato nel contesto della legge di stabilità non certifica soltanto l'inaffidabilità della politica degli annunci del Centrosinistra e del governo guidato da Matteo Renzi che in occasione della sua venuta in Città aveva detto che sarebbe stata fra le priorità del suo esecutivo.

Una riflessione va fatta.

E va fatta pure a voce alta, dal momento che l'uomo della strada si domanda, inevitabilmente sgomento, dove fossero i parlamentari reggini mentre l'illusionismo di Renzi faceva scomparire i fondi del Decreto Reggio senza che lo stesso Sindaco, sempre più in preda alla selfiemania trsmessagli dal burlone fiorentino, se ne accorgesse.

È davvero un fuor d'opera immaginare i "nostri" parlamentari smarriti tra le vie del centro storico romano, magari in preda a shopping compulsivo, anzichè nei meandri di Montecitorio o di Palazzo Madama, dove occorreva vigilare ed all’occorrenza proporre?

I parlamentari di Reggio, insomma, erano a conoscenza del vergognoso taglio che si stava profilando?

E, se non se ne fossero avveduti, bisogna davvero credere che il loro impegno in Parlamento consista solo nell'esercizio, sicuramente estenuante, di alzare la manina a richiesta? 

E ancora: quale dottrina applicata alla politica suggerisce e porta "i nostri eletti per nomina ricevuta" a giocare irresponsabilmente con il futuro della Città?

Quando il Ministro delle infrastrutture del NCD ha proposto questi tagli, dove arringavano i parlamentari reggini che militano nello stesso partito di quel Maurizio Lupi del quale ricordiamo le scorribande nell'ultima campagna per le regionali calabresi?

Il motore delle opere pubbliche reggine evidentemente non avrà avuto ai loro occhi lo stesso "merito" riconosciuto alla situazione dell'Ucraina che sicuramente presenta il fascino di esser meno provinciale.

Chi o cosa teneva gioiosamente impegnati i "nostri" parlamentari per non accorgersi di così grave sfregio che penalizza le imprese e i cittadini reggini?

Quando si è catapultati di peso a Roma, ad essere rappresentate in Parlamento, non sono le istanze e le esigenze del territorio, ma solo la conquista del potere da parte di singoli pronti a sacrificare l'identità territoriale sull'altare di un ego ipertrofico.

Sembra una giostra sulla quale il personale trastullo è condizionato al superamento di un’ardua prova: far passare per "responsabilità" ciò che la gente comune percepisce come totale asservimento alla superfetazione di un sistema già imploso.

Quanto basta per rivolgere un invito a salutari ed igieniche dimissioni.

E Razzi sia con Voi!

*avvocato, Reggio futura