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Tra New York e la Locride i viaggi di cocaina nei doppi fondi delle valigie, arresti in Usa e fermi nel reggino

Tra New York e la Locride i viaggi di cocaina nei doppi fondi delle valigie, arresti in Usa e fermi nel reggino

 

Gregorio Gigliotti da 2008 aveva stabilito rapporti coi Genovese, una delle cinque storiche famiglie mafiose di New York. Nel suo ristorante nel Queens, secondo investigatori italiani e statunitensi Gigliotti aveva costruito la 'base' per la gestione del traffico tra centro America, Stati Uniti e Italia.

Calabrese e incensurato era "il principale artefice" del traffico di droga e nel suo ristorante ospitava gli italiani che nei doppi fondi delle valigie facevano viaggiare l’oro bianco, la cocaina venivano impiegati per trasportare, attraverso il doppio fondo delle valige, la cocaina in Calabria.

Quando lo hanno arrestato, assieme alla moglie Eleonora e al figlio Angelo, gli agenti del Fbi hanno trovato nella cassaforte del ristorante oltre centomila dollari, armi e dosi di cocaina. In un'altra cassaforte a casa sono invece stati sequestrati 25 mila dollari e marijuana. Sequestrati anche computer, telefoni e documenti che ora dovranno essere analizzati dagli esperti.

Gigliotti è emerso in seguito agli sviluppi dell'indagine sulla famiglia Schirripa, residente negli Stati Uniti, e sui loro referenti nella zona di Gioiosa Ionica. Gigliotti secondo la procura di Reggio operava "in piena e chiara continuità con le attività illecite condotte in passato dalla famiglia Schirripa", aveva contatti con appartenenti alle cosche di Gioiosa e Siderno e grazie ad una rete di personaggi residenti in centro America e in Calabria, si è accreditato come il "principale artefice" del traffico di droga.

Secondo lo Sco e l’Fbi a partire dal 2008, Gigliotti si sarebbe rivolto ad esponenti della famiglia mafiosa Genovese per ottenere i finanziamenti da investire nel traffico di cocaina verso l'Italia, d'accordo con Giulio Schirripa, arrestato negli anni scorsi ed ora in carcere negli Usa, e l'italo americano Christopher Castellano, assassinato nel 2009 subito dopo aver iniziato a collaborare in Usa.

Gli Usa hanno eseguito 3 arresti, gli italiani, attraverso la Dda Reggio Calabria, hanno ordinato 13 fermi. L’accusa è associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, aggravata dalla transnazionalità e dalle modalità mafiose.

L’uomo decisivo dell’indagine appare Gregorio Gigliotti. Secondo gli investigatori Gigliotti poteva contare soprattutto su Franco Fazio, imparentato con la moglie Eleonora del ristoratore; oltre che sui fratelli Francesco e Carmine Violi, anche loro in stretti rapporti con Fazio. I fratelli Violi, a loro volta, sono parenti con boss della cosca Alvaro.

Franco Fazio, arrestato stamane, era candidato nella lista del Cdu alle elezioni di Lamezia Terme. Notizia che non avrà fatto piacere all’avvocato Paolo Mascaro candidato sindaco del Cdx sostenuto dal Cdu.